Scor-data: 25 dicembre 1903

Grazie di tutto Lelio Basso

di Fabrizio Melodia (*)   

Avresti compiuto 110 anni, adesso. Vorrei ricordarti un po’ a chi non ti ha conosciuto e a coloro che, non occupandosi di storia, non possono nemmeno preservarti nella memoria.

Eri nato a Varazze il 25 dicembre 1903 da una famiglia della borghesia liberale. Nel 1916 i tuoi genitori si trasferirono con te a Milano, dove frequentasti con profitto il liceo classico Giovanni Berchet.

Nel 1921 ti iscrivesti alla facoltà di giurisprudenza all’università di Pavia, aderendo nel contempo al Partito Socialista Italiano, conoscendo poi Franco Gobetti che ti avrebbe instradato agli studi della filosofia marxista e lavorando per lui nella breve vita della rivista «La rivoluzione liberale».

Per te fu un battesimo del fuoco, che ti fece scoprire la tua innegabile verve di scrittore liberale, portandoti a lavorare poi per diversi giornali e riviste, fra cui «Critica sociale», «Il Caffè», «Avanti!», «Coscientia», «Quarto Stato» e «Pietre», che hai diretto nel 1928. Nel 1925 conseguisti la laurea in legge con una tesi sul concetto di libertà nel pensiero marxista.

Nell’aprile 1928 fosti arrestato a Milano e internato sull’isola di Ponza, dove studiasti per la tua laurea in Filosofia. Tornato a Milano nel 1931, mentre eri impegnato nel praticantato da avvocato, ti laureasti con una tesi su Rudolf Otto.

Non hai resistito al richiamo della politica attiva e nel 1934 sei nuovamente tornato a calcare la scena in qualità di direttore del Centro Interno Socialista, insieme a Rodolfo Morandi, Lucio Luzzatto ed Eugenio Colorni. Questo impegno fu però interrotto da un ulteriore arresto e la successiva reclusione nel campo di concentramento di Colfiorito (Perugia) dal 1939 al 1940.

Dopo lunghi, segreti preparativi, fosti presente alla fondazione del Movimento di Unità Proletaria (Mup) il 10 gennaio 1943. Il gruppo dirigente del movimento era formato da te, Lucio Luzzatto, Roberto Veratti e Umberto Recalcati.

Dopo il 25 luglio il movimento si unì al Partito Socialista Italiano (Psi) per formare il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (Psiup), in cui tu rappresentavi una delle figure dirigenti.

Nel 1943 rifiutasti la politica di partito per fondare il giornale clandestino «Bandiera rossa». Nel periodo precedente la Liberazione, fosti membro attivo della Resistenza, e insieme a Sandro Pertini e Rodolfo Morandi fondasti «Alta Italia», il corpo esecutivo segreto dello Psiup.

Dopo la Liberazione fosti eletto vice-segretario del Psiup e nel 1946 deputato nell’Assemblea Costituente, facendo parte della Commissione, formata da 75 membri, che doveva scrivere il testo della Costituzione e contribuendo in particolar modo alla formulazione degli articoli 3 e 49.

La tua presenza in Parlamento sarebbe stata una costante: fosti eletto dal 1946 al 1968 alla Camera dei deputati, poi senatore nel 1972 e nel 1976.

Nel 1946 fondasti la rivista «Quarto Stato», che ebbe un’avventurosa vita editoriale fino al 1950.

Nel 1947, durante la scissione del partito operata da Saragat, hai rivestito il ruolo di segretario pro tempore per il Psi fino al 1948, anno del Congresso di Genova. Non fosti rieletto poiché non appoggiavi la deriva stalinista del partito che all’epoca andava per la maggiore. Nel 1953 non fosti ammesso nel comitato centrale e vi ritornasti dopo il congresso di Venezia del 1957.

Membro attivo della sinistra del Psi, nel dicembre 1963 portasti una dichiarazione di voto alla Camera (sottoscritta da una minoranza di 24 membri dell’ala minoritaria del partito socialista) contro il primo governo di centro-sinistra. Fosti sospeso dal partito e nel gennaio successivo partecipasti all’assemblea costituente del nuovo Psiup, ricoprendo la carica di presidente dal 1965 al 1968, anno in cui a seguito della “Primavera di Praga”, le truppe del Patto di Varsavia invasero la Cecoslovacchia e il partito si divise fra “carristi” e contrari all’intervento.

Hai scritto per numerose riviste ma soprattutto eri famoso in mezzo mondo come serio e talentuoso avvocato penalista, arrivando a sedere nel “Tribunale Russell”, creato e presieduto dal filosofo e pacifista Bertrand Russell per giudicare i crimini di guerra statunitensi nella guerra del Vietnam. Nel 1973 lavorasti alacremente per costituire un secondo “Tribunale Russell” per esaminare la repressione portata avanti in America Latina e poi ti prodigasti inoltre per fondare il “Tribunale Permanente dei Popoli” (costituito dopo la tua morte, nel 1979).

Nel 1973 fondasti inoltre la “Fondazione Lelio e Lisli Basso” a Roma e, nel 1976, sia la “Fondazione Internazionale” che la “Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli”.

Poco prima della tua morte – che ti colse a Roma il 16 dicembre 1978 – qualche infame provò a infangare il tuo nome suggerendo che fossi tu quel «grande vecchio» del quale si parlava (o meglio: si farneticava) come ispiratore occulto o persino mente direttiva delle Brigate Rosse. E’ possibile – c’è anzi chi dice probabile – che in quel clima di leggi speciali, delazione generalizzata e indecenza istituzionale qualche giudice “di regime” sia stato a un passo per arrestarti, senza prove naturalmente come allora usava contro chi militava nella sinistra non allineata con il Pci.

Una intensa vita la tua, sino all’ultimo: dedicata anima e corpo all’attività e ricerca intellettuale, mirata a costruire strumenti politici efficienti per un mondo più giusto, il tutto su scala internazionale. In qualità di esperto e interprete del lavoro di Marx e della sua attualità (ma ancor più sul pensiero e la prassi di una “eretica” come Rosa Luxemburg) hai adottato un approccio originale nella rielaborazione della visione del socialismo e hai attinto a diverse linee di pensiero che venivano dalla sfera del pensiero democratico, nel significato più ampio possibile del termine (la tradizione francese, il “socialismo accademico” tedesco, il pensiero anarco-socialista italiano e gli “Austromarxisti”). Durante il tuo internamento, hai letto e studiato voracemente soprattutto le opere della “negletta” Rosa Luxemburg, lavorando poi instancabilmente per fare pubblicare i suoi scritti e promuovere una consapevolezza critica.

Auguri di cuore, Lelio Basso e grazie di tutto. Se posso aggiungere qualcosa di personale auguri anche a una donna che come te ha creduto fermamente nella giustizia sociale e che nacque proprio in questo giorno.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

 

Opere di Lelio Basso

 

  • Due totalitarismi: fascismo e democrazia cristiana” (1951);
  • Il Partito socialista italiano” (1956);
  • Il principe senza scettro” (1958, ristampa 1998);
  • Da Stalin a Krusciov” (1962);
  • Introduzione e cura di “Rosa Luxemburg, Scritti politici” (1967, ristampe: 1970, 1976);
  • Neocapitalismo e sinistra europea” (1969);
  • Introduzione e cura di “Rosa Luxemburg, Lettere alla famiglia Kautsky” (1971);
  • Introduzione e cura di “Stato e crisi delle istituzioni” (1978);
  • Socialismo e rivoluzione” (1980);
  • Scritti sul cristianesimo”(1983).

 

Rinvio inoltre all’ottimo scritto di Antonio Carrannante, “Ripensando Lelio Basso”, in «Giornale di storia contemporanea», giugno 2006, pagg. 243-271.

 

(*) Aggiungo a questo bel ricordo un episodio raccontato in blog a proposito dei professori (ben pochi: 12 o 13 se si conta uno che già insegnava all’estero) che si rifiutarono di firmare il giuramento di fedeltà al fascismo. Riguarda il filosofo Piero Martinetti che quando il giovane Lelio Basso (già condannato al confino di Ponza) si presentò all’esame gli disse: «Io non ho alcun diritto di interrogarla sull’etica kantiana perché lei resistendo a un regime di oppressione ha dimostrato di conoscerla molto bene. Qui il maestro è lei. Vada pure, trenta e lode».

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia, pochi minuti dopo – di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.

Molti i temi possibili. A esempio, nel mio babelico archivio, sul 25 dicembre fra l’altro avevo ipotizzato: il «Grav Mass», inventato da Richard Stallman oppure certi pensieri di Eduardo Galeano sul “Natale” ma anche 1821: nasce Clara Barton; 1931: il “matrimonio” fra CocaCola e Babbonatale; 1969: ucciso Armando Calzolari (una storia già racconta in blog); 1996: affonda la Yiohan, 283 morti che si cercò di nascondere. E chissà a ben cercare quante altre «scordate» salterebbero fuori.

Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.

Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… vi aggiorneremo. (db)

 

Redazione
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Un commento

  • Daniele Barbieri

    ECCO UN RICORDO di LELIO BASSO GIUNTO IN QUESTI GIORNI
    Quarant’anni fa ci lasciava Lelio Basso, antifascista, costituente, acuminato pensatore e generoso militante del movimento operaio, infaticabile animatore della lotta e della riflessione per il diritto e la liberazione dei popoli.
    Ricordando la sua meditazione, la sua azione, la sua testimonianza, il suo lascito all’umanità, come non sentire il dovere di proseguirne la lotta?
    E a maggior ragione oggi, che imperialismo, schiavismo, razzismo impongono un totalitario sfruttamento ed esercitano una violenza mostruosa sugli esseri umani oppressi e la biosfera devastata; oggi, che i poteri dominanti stanno conducendo l’umanita’ alla catastrofe; oggi, che contrastare la follia onnicida del sistema di potere rapinatore e giugulatore è divenuta questione di vita o di morte per l’umanità intera.
    La memoria di Lelio Basso ci guida ancora nella lotta necessaria per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani, per la difesa dell’intero mondo vivente casa comune dell’umanità, per la liberazione comune necessaria alla convivenza di tutti, per la condivisione del bene e dei beni, per la solidarietà che ogni essere umano riconosce e difende e sostiene e conforta e avvicina, e che rende la vita degna di essere vissuta.
    Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

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