Robot in corteo e altro

Affollato mix “Marte-diano”: 1) Ted Chiang a Cagliari; 2) serata a Roma sul tempo fra scienza e fantascienza; 3) Robot solidali con umani; 4) Occhio a Delos; 5) Un doppio Maico Morellini.

mixFS-robot

1.

Beato chi dopodomani, cioè il 5 maggio, è a Cagliari e può andarsi a sentire Ted Chiang su «Il ciclo di vita degli oggetti software».
VELOCE PRESENTAZIONE: Negli anni Cinquanta Alan Turing ipotizzava di poter far “crescere” un’intelligenza artificiale istruendola come se fosse un bambino, fornendole i migliori organi sensoriali per mettere la macchina in contatto col mondo e cominciando a insegnarle a parlare e a capire il linguaggio umano. Ma come sarebbe, davvero, allevare un’intelligenza artificiale nel mondo contemporaneo, nell’era di internet fatta di società startup, di giochi di ruolo online, di software open source? Ted Chiang, che in quel romanzo si cimentava per la prima volta su un’opera lunga, racconta la storia di due persone e del loro particolarissimo “cucciolo”, descrivendo i particolari ma inevitabili problemi che dovranno affrontare, come gli aggiornamenti dell’hardware e l’obsolescenza del software. Contemporaneamente l’autore propone una riflessione sulla reale differenza tra intelligenza e potenza di calcolo e su cosa significhi davvero rapportarsi con un’entità artificiale.
Nel dibattito intervengono Silvano Tagliagambe, filosofo della scienza e appunto lo scrittore Ted Chiang, scrittore. Se andate qui
Cagliari: «Scienza e fantascienza tra… potete trovare indirizzo, orario e contesto.

 

2.

ATTENZIONE: ogni tanto faccio “pubblicità per me stesso”…

Dunque per chi sabato, 7 maggio, è a Roma segnalo il Teatro Planet – in via Crema 14 (zona di San Giovanni) – dove porto in scena «Prima che finisca il tempo» una lettura a due voci.
CHE ROBA E’?… DIRETE. Eccovi una cosa che non faccio mai – ma un’amica mi ha “costretto”- cioè l’abstract e la descrizione
ABSTRACT
Prima che il tempo finisca capiremo se aveva ragione Einstein a scrivere «le persone che credono nella fisica sanno che la distinzione fra passato, presente e futuro non è che una cocciuta illusione».
DESCRIZIONE
Un rubinetto gocciola e scandisce un tempo sincopato, perfetto. Partiamo da lì vagabondando fra scienza, fantascienza, lavoro e incontrando Einstein, sant’Agostino, Philip Dick, Carlo Rovelli, Julio Cortazar… e orologi che vanno all’indietro. L’homo quasi sapiens possiede il concetto di tempo? E l’homo forse ultra-sapiens potrà e vorrà viaggiare nel tempo?
Come arrivare al Teatro Planet

<https://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Via+Crema,+Roma,+RM&aq=0&oq=via+crema&sll=41.811729,12.738513&sspn=2.059314,4.938354&vpsrc=0&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Crema,+Roma,+Lazio&t=m&ll=41.884531,12.521904&spn=0.008035,0.01929&z=16&iwloc=A&ved=0CBAQpQY&sa=X&ei=Qj34UNy5EMfE8QP97YGIDQ>_

SI CONSIGLIA DI PRENOTARE

Informazioni e prenotazioni: ildonodelladiversita@gmail.com, 348 9222588

 

3.

Tra scienza e fantascienza anche quanto è successo a Zurigo. Vi incollo qui l’inizio del bel pezzo di Roberto Ciccarelli che è uscito sabato su «Alias-il manifesto» e che potete recuperare per intero, con altre foto sfiziose, nell’edizione digitale.

«La manifestazione dei robot per il reddito di base a Zurigo»

«Primo maggio con i robot che chiedono un reddito di base per gli umani. È accaduto a Zurigo dove ieri centinaia di robot hanno manifestato nella capitale finanziaria svizzera accompagnati da centinaia di sostenitori. Insieme hanno chiesto l’introduzione di un reddito di base incondizionato: l’erogazione di un beneficio economico senza obbligo di accettare un lavoro. La trovata situazionista fa parte della campagna referendaria in vista del voto del prossimo 5 giugno. La Svizzera, infatti, sarà il primo paese al mondo a votare un referendum per introdurre la forma più universale del reddito: non minimo, nè di cittadinanza, ma di base.

Tutti coloro che risiedono nel paese elvetico avranno diritto a ricevere il sussidio, indipendentemente dalla nazionalità. La storia dei robot che prendono parola è iniziata al forum di Davos di quest’anno. “Mentre noi faremo i lavori più faticosi, noiosi e ripetitivi, gli umani saranno liberi di creare, socializzare, inventare nuove attività utili per la società – hanno scrittogli attivisti della campagna in un manifesto dei robot diventato celebre – Molte persone hanno bisogno di un reddito. La nostra missione è fornire alle persone beni e servizi. Il compito della politica è fornire alle persone un reddito di base incondizionato”. È un modo singolare per spiazzare il dibattito in corso sul ruolo della cibernetica, automazione, piattaforme online, specializzazione flessibile nel ridurre – o sostituire completamente – la parte del lavoro umano nella creazione delle cose, nella distribuzione e nel marketing o nella comunicazione.

Abbiamo una cattiva coscienza. La gente ha paura di noi e ha paura del futuro – si legge nell’appello-manifesto – È preoccupata perché perderà il posto di lavoro e quindi lo scopo della sua esistenza. In Europa vediamo che soprattutto i giovani non trovano lavoro, in Italia è il 40%. Prospettiva: Nessun futuro!”[…]».

 

4.

Occhio a Delos. Per i 40 anni della rivista «Robot», per Doctorow eccetera. Eccovi i link.

FANTASCIENZA » Odissea torna con Cory Doctorow (anche stampato)

 

5.

E occhio a Maico Morellini in edicola. Addirittura … un doppio Morellini.

Il primo, che già potete trovare, è targato “Ambrosia-nuova fantascienza” numero 2 – cavolicchio, mi son perso il primo – edizioni Bms (ambrosiafantasy@gmail.com) e si intitola «I necronauti. Spazio profondo». Ne parlerò con calma dopo aver letto il primo ma intanto vi consiglio di non perderlo. Nel suo genere è perfetto. Come, che etichetta? Se proprio dovessi darla, direi “hard fiction avventurosa”. Ben scritta e intelligente ma soprattutto con un’idea di base terribile e geniale: che cioè la tecnologia dei viaggi spaziali chiamata «necropropulsione» funzioni «grazie a particolari energie sprigionate da ogni uomo in punto di morte». Non è una tecnologia terrestre ma della «Corporazione dei necronauti». Ma una delle domande-chiave (ripetuta, anzi martellante) del libro è: «Si è mai chiesto come ci saremmo comportati sulla Terra se avessimo scoperto la necropropulsione?». Aggiungo io che in fatto di “energia” basata sul sacrificio di vite umane mi pare la Terra abbia illustri precedenti. Altre frasi che vi resteranno in testa sono «Nessuno è degno» e «Noi siamo il tutto».

Il secondo Morellini in edicola ci va fra poco – anzi pochissimo –  con Urania: il romanzo si intitola «La terza memoria». Lo prenderò di cooooooooorsa perché appunto Morellini mi piace. Quando nel 2011 lessi il suo «Re nero» scrissi – cfr Dissonanti e un infame Policlinico – «un bell’esordio […] lascia il segno: non fatevelo scappare». Spero di ripetermi cioè che lui si ripeta.

 

 

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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