17 aprile, elogio a Marcora ecc

Un sorprendente Clau d’Io ragiona su referendum, Blu, votare o no, la legge di Lavoisier e le nuove disposizioni della comunità europea sui “baccelloni” con più di tre piselli

Blu-bologna

Il principio di conservazione della massa, comunemente conosciuta come Legge di Lavoisier: «In una reazione chimica la massa complessiva dei reagenti è uguale alla massa complessiva dei prodotti».

Leggo le ultime riflessioni di un vecchio “estremista” – 17 aprile e oltree ne rimango colpito. Belle e tristi.

Il 17 andiamo a votare al referendum?

No, non ci vado. Non credo nello strumento del referendum. Anche quando lo vinci, prima o poi, trovano la maniera di applicare la Legge di Lavoisier.

Mi sa che ne resistano solo due, divorzio e aborto. Poi torno sull’argomento.

Possono trivellare quello che vogliono ma, con il petrolio a 30 dollari, non c’è convenienza nè ora e nè mai. Si prevede che rimanga stabile per almeno 12/24 mesi e dopo nessuno sa cosa succederà.

Se la Norvegia, con i suoi pozzi marittimi, è in alto mare (o anche alla canna del gas, come preferite) e hanno iniziato a rompere il salvadanaio, qualcuno mi spieghi chi è che investe in trivellazioni? Forse solo in Italia.

Andiamo a votare il meno peggio?

Qui vado sul sicuro e mi prendo una rivincita. Da vecchio anarchico libertario non ho quasi mai votato. Se l’ho fatto è stato per… confusione.

Fin dai 18 anni me ne sono sentito dire di ogni, peggio da sinistra che da destra.

Lotterò contro le ingiustizie ma non con un referendum .

Non voterò, nessuna delega, partecipazione diretta.

Nella primavera del 1993 ci furono 8 referendum. Quello che mi fece veramente imbestialire fu quello abrogativo del ministero dell’Agricoltura e Foreste.

L’unico ministero italiano temuto alla Comunità Europea e me lo vuoi togliere? Honi soit qui mal y pense. (*)

Si ricordano ancora, con terrore e la paura negli occhi di Marcora. Sì, il nostro amatissimo Gm – Giovanni Marcora – ministro dell’Agricoltura e Foreste. Sono considerate epiche le sue battaglie a Bruxelles, dove difese gli interessi prima dell’agricoltura, poi dell’industria italiana nel “consesso” europeo. Epica, forse leggenda ma a noi piace pensare che sia vera, rimane una riunione dove veniva dato per scontato il passaggio di alcune decisioni che avrebbero danneggiato enormemente l’agricoltura italiana.

Ma Gm ha un piano, uno solo e da fantascienza politica. Da leggersi come una lirica dal ritmo incalzante a mo’ di cronaca calcistica.

La riunione ha inizio e Gm inizia a controbattere punto su punto, riga su riga, non cede di un solo passo, li sfinisce.

Passa al contrattacco.

Getta sul tavolo le sue proposte.

Il nemico reagisce ma ha già consumato molte energie.

Si prosegue.

Il martello di Inveruno – era il suo luogo natio – vede i nemici allo stremo e infatti chiedono pausa.

No, di qui non esce nessuno fino a che non c’è accordo.

E giù a martellare.

Alla fine, presi dalla fame, disidratati, assonnati devono arrendersi.

«I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza».

Cedono su tutta la linea, vogliono andare a mangiare, a bere, a dormire.

Soprattutto a mangiare.

Ora la domanda. Perché tutti erano sfiniti e con cali di zuccheri tanto evidenti da arrendersi mentre Gm resisteva impavido sulle barricate fino a passare al contrattacco e uscirne vincitore?

Semplice, il suo piano era prenderli per fame e lui aveva mangiato prima.

Agricoltore e coltivatore di barbabietole da zucchero.

Democristiano? E allora? Fu partigiano e anche l’ispiratore della legge 15 dicembre 1972 numero 772, che introdusse in Italia il servizio civile. Mai dimenticare, mai.

Quanto mi manchi Giovanni Marcora.

Perché questa passione? Perché nato in campagna e con studi agricolo-economici.

Perché ve la racconto?

Ci fosse ancora Giovannino, alla Comunità Europea non si sognerebbero neanche da morti di pensare a queste belle novità che stanno discutendo:

  • non potranno entrare in commercio banane lunghe meno di 14 cm – non potremo più mangiare le meravigliose banane delle Canarie
  • non potranno entrare in commercio albicocche con diametro inferiore ai 3 centimetri – non potremo più mangiare cultivar di albicocche dal sapore meraviglioso
  • non potranno entrare in commercio baccelli con meno di 3 piselli dentro – non so come faremo a capire se nel baccello ci sono meno di tre piselli, ci sapranno dire (**)
  • non potranno entrare in commercio vongole con diametro minimo di 2,5 centimetri – mi sembra un po’ razzista
  • non potranno entrare in commercio ramoscelli di mimose che non abbiamo almeno l’80% dei glomeruli di colore giallo al fine di evitare la messa in vendita di mazzolini “troppo sguarniti” – ho chiesto che mi diano il telefono del loro pusher, mi sa che sia robbabona, le amiche talpe narrano sia il mitico “prima scelta afgano” non in commercio e a uso solo di pochi eletti, vi saprò dire
  • non potranno entrare in commercio cetrioli che non abbiano una curvatura di 1 centimetro – ?… ho chiesto chiarimenti, peccato che Roy Batty (***) sia morto, avrebbe potuto aiutarci

Grazie BLU (****). Il tuo gesto è pura rivoluzione. La libertà non va messa fra quattro mura. Senza nessun rimpianto, sì, senza nessun rimpianto.

Poi non lamentatevi che avete votato sbagliato e che ora – pentiti e contriti – andrete invece a votare il meno peggio.

GLI ASTERISCHI SONO DELLA BOTTEGA, IN PREDA A RAPTUS ESPLICATIVI

(*) «Honi soit qui mal y pense» ; traduzione letterale «Sia vituperato chi ne pensa male» ma forse “honi” è più volgare.

(**) Se non conoscete la storia dei «tre pisellini» raccontata da Raymond Quenau… fatevi vivi e un giorno ve la raccontiamo.

(***) Roy Batty, ovvero N6MAA10816, è il capo dei “rinnegati” #0000ff;">Nexus-6 #0000ff;">replicanti e se non l’avete capito siamo in «Blade Runner», dalle parti di Philip Dick.

(*) Se non sapete cosa ha combinato BLU a Bologna contro chi voleva ingabbiarlo… qui in “bottega” possiamo solo chiedervi “ma le cose belle vi sfuggono sempre?”. Una volta tanto «il manifesto» è stato geniale, sbattendolo in prima pagina. L’illustrazione di questo post è ovviamente un Blu.

 

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.