Aristotele contro gli zombies

«Ci manca(va) un Venerdì» – puntata 121 – dove Fabrizio Melodia (alias astrofilosofo) recensisce “La filosofia spiegata con le serie tv” di Tommaso Ariemma

LA FILOSOFIA SPIEGATA CON LE SERIE TV
di Tommaso Ariemma
Mondadori
136 pagine, 15 euri
“La prima volta che sono entrato in una classe e ho spiegato i grandi filosofi attraverso il riferimento alle migliori serie in circolazione, gli studenti mi sono apparsi disorientati, spiazzati. In seguito, non ne hanno potuto più fare a meno” scrive il professor Tommaso Ariemma, all’inizio del suo interessante e spassoso libretto “La filosofia spiegata con le serie tv”, edito dalla Mondadori, un gioiellino di libero e sprizzoso pensiero – in formato tascabilissimo – che vi farà entrare a pieno titolo nel mondo della filosofia, il tutto comodamente seduti, guardando le serie tv più belle e in voga. Tutto per 15 euri, senza problemi di offerte, decoder e quanto altro.
Una rivoluzione didattica, quella operata dal pop-filosofo (in compagnia del vostro Astrofilosofo, eh-eh) insegnante in un liceo partenopeo. Invitato come ospite speciale alla Notte dei Filosofi, il nostro Ariemma sta portando all’attenzione di tutti l’attualità e la forza della filosofia, come chiave di lettura del mondo e metodo di sviluppo del pensiero razionale e, soprattutto, indagatore. Da buoni detectives, si può dire. O meglio da  “True detective”, con riferimento al titolo di una serie televisiva nota per essere un thriller filosofico, che Ariemma usa per spiegare con estrema semplicità e chiarezza il pensiero del filosofo presocratico Parmenide, districandosi abilmente fra Eternità e Nulla, tra Opinione e Verità, fra Sentiero del Giorno e della Notte, in compagnia dei due detective della serie tv.
Perchè la filosofia è metodo di conoscenza, ed ecco “The walking dead”, serie pluripremiata e record d’ascolti anche in Italia, spiegare il metodo scientifico di Aristotele, il quale si sarebbe trovato a suo agio a capire le cause del contagio del morbo che ha trasformato l’umanità in zombie affamati di carne umana. Infatti come fa un essere vivente ad essere vivo e morto allo stesso tempo e sotto il medesimo rispetto? Aristotele sicuramente lo sa, o meglio, non lo sa: ”Diventa adesso chiaro perché, si dice che Aristotele si sia rivolto ai suoi discepoli con queste parole: Voi non studiate per scrivere libri, ma per trovare le cose. Voi però, come il vicesceriffo della serie, non siete molto fortunati: avete trovato gli zombie e il mondo stravolto. E dovete salvarvi la pelle” commenta Ariemma.
Ecco dunque Aristotele in cerca delle cause immobili che hanno prodotto effetti mobili, virus e zombie; non fraitendete, forse un fucile potrebbe tornarvi utile, sempre che non sia una persona a voi cara, ormai zombizzata, a entrare nel vostro mirino. Nel qual caso cosa fareste?
Come non amare un prof che spiega Machiavelli usando la serie tv “Il trono di spade”?  E ricordando che Pablo Iglesias – leader di “Podemos” – regalò la suddetta serie tv persino al re Felipe VI, ecco Ariemma condurci dalle psrti del “Principe” di Macchiavelli, facendoci conoscere il metodo del filosofo oltre alla mistificazione de “il fine giustifica i mezzi”, rendendo le vicende degli Stark e dei Lannister avvincenti e istruttive quanto quelle di Cesare Borgia.
E come non amare qualcuno che spiega Hegel, storico mattonazzo di filosofo odiatissimo da tuttii liceali del pianeta, con il Walter White di “Breaking bad”, facendo finalmente capire che tutto quell’immenso castello di parole e concetti alla fine ha una applicazione pratica di prim’ordine?
Ancora: come mettere Marx a dare lezioni di felicità (comunista, of course) all’ipercapitalista pubblicitario Don Draper della serie tv “Mad men”?
E volete mettere il gusto di far perdere Kant sull’isola di Lost, a passeggiare con il suo cagnolino e discutendo con Locke e Hume di giudizio estetico a priori?
Che ne dite di lasciare Jean Paul Sartre alle prese con la nausea dei Social Network, rendendo sempre più vera l’affermazione che gli altri per noi sono l’inferno?
Leggere Tommaso Ariemma è partecipare al Simposio di Platone con un biglietto in prima fila. A proposito, che fine ha fatto il buon Platone? Sarà mica alle prese con “Black Mirror”?
L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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