Contro il (neo)fascismo

1 -Anpi Sicilia contro il corteo di Forza Nuova; 2 – «Antifascismo e democrazia» di Franco Astengo; 3 – «Per combattere il fascismo meglio costruire che cancellare» di Tomaso Montanari; 4 – «C-Star, la nave nera che vuol ostacolare le navi umanitarie nel Mediterraneo» di Alessio Di Florio

#ff0000;">COMUNICATO STAMPA ANPI SICILIA:

NO AL CORTEO DI FORZA NUOVA A CATANIA DEL 23 SETTEMBRE

Il Coordinamento Regionale ANPI Sicilia esprime  assoluta contrarietà all’iniziativa indetta a Catania giorno 23 settembre da parte dell’organizzazione politica di stampo fascista denominata “Forza Nuova”, con un corteo che dovrebbe interessare le principali strade cittadine e propagandato con il titolo “No Ius soli e stop all’immigrazione”.

Rigettiamo tutte le forme di subdola propagazione  di odio e di perversa identificazione del “nemico da estirpare” nei riguardi di Persone, donne, uomini e bambini fuggenti da guerre, carestie e disastri ambientali  e che a pieno titolo fanno parte delle componenti costituenti il Genere Umano, senza differenziazioni, discriminazioni e persecuzioni. Hanno pieno diritto al rispetto civile e democratico, all’accoglienza e alla solidarietà,  così come sancito nelle regole generali dai fondamentali principi della nostra Costituzione. 

Nel nostro recente passato in Italia e in Europa abbiamo già drammaticamente conosciuto le tragiche, violente e spietate  pratiche razziste operate dalle dittature nazifasciste che, con la perversa esaltazione dell’ egida della “razza eletta”, hanno determinato  la guerra e lo sterminio di tutte le “diversità” umane proclamate dalle loro ideologie. Libertà, democrazia e diritti umani conquistati con la partecipazione e il sacrificio della gran parte delle popolazioni italiane e europee.

La proposta di legge sui Diritti di Cittadinanza, lo “ius soli temperato”, già approvato dalla Camera dei Deputati e attualmente ferma in Senato, rappresenta un requisito assolutamente prioritario da inserire nelle attività gestionali della nostra democrazia. I giovani figli dei migranti, che hanno le condizioni previste dal dispositivo legislativo, devono uscire dalle infami condizioni di rigetto ufficiale, di “clandestinità” di fatto, acquisendo i normali diritti di cittadinanza.

Invitiamo le forze democratiche, politiche, sociali e associative, ad assumere tutte le urgenti e necessarie prese di posizione di rifiuto dell’iniziativa.

Invitiamo altresì le strutture istituzionali a non concedere le autorizzazioni per l’effettuazione del corteo.      

Il Coordinatore Regionale ANPI Sicilia

Ottavio Terranova

Palermo, 18 settembre 2017

«ANTIFASCISMO E DEMOCRAZIA» di Franco Astengo

Prescindendo dal merito della legge che intende colpire la propaganda fascista approvata in prima lettura dalla Camera e che sicuramente presenta difficoltà e zone d’ombra (considerato anche la parte proponente, quella del PD, e il ruolo da essa avuto nei reiterati attacchi alla Costituzione, come si cercherà di precisare meglio in seguito) l’elemento più impressionante della giornata politica di ieri è sicuramente rappresentato da questo tweet emesso da un deputato 5 stelle:

carlo sibilia

@carlosibilia

Oggi la Apple presenta l’#iPhone8 noi in parlamento siamo costretti dal #PD a discutere di #fascismo vs #comunismo #fatevoi #AppleEvent.

 

Una dichiarazione davvero impressionante per la dimostrazione che contiene di superficialità e incultura. Una dichiarazione molto pericolosa che segue alle dichiarazioni rilasciate a suo tempo (campagna elettorale 2013) dall’allora “capo della coalizione” Movimento 5 Stelle Grillo, circa “l’antifascismo che non gli compete”.

Non possiamo lasciare cose del genere sotto silenzio.

La nostra replica non può lasciare adito ad alcun dubbio: l’Antifascismo è l’elemento fondativo della democrazia italiana; la Costituzione è antifascista.

Non sviluppiamo qui, nel ricordare questi princìpi fondamentali, alcun passaggio retorico ricordando la tragedia della seconda guerra mondiali della quale il fascismo fu il principale responsabile; i sacrifici, la lotta, i lutti, le devastazioni che segnarono quel tragico periodo.

Fu tutto vero e compiuto – appunto – senza retorica, come il gesto quotidiano di un dovere da compiere verso se stessi e i propri ideali.

La Resistenza e il 25 Aprile rappresentarono il capitolo più importante della storia del Paese.

I partigiani lottarono per la libertà e per l’affermazione dell’indipendenza nazionale, la loro lotta aprì la strada per un riscatto sociale che le vicende degli ultimi anni hanno sicuramente messo in discussione, attraverso un attacco pesante alle condizioni materiali e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Ci sono state anche pesanti modifiche allo stesso Dettato Costituzionale, come quelle relative all’articolo 81 sul pareggio di bilancio e si è tentato anche di modificarne il senso complessivo attaccando a fondo la centralità del Parlamento (e stanno su questo punto le incancellabili responsabilità del PD che non può certo pretendere di rifarsi un volto su questo terreno presentando un antifascismo di facciata).

Il tentativo di stravolgimento della Costituzione però, come tutti ricordano, è stato respinto con il voto popolare del 4 dicembre 2016.

La riaffermazione, con grande forza, dei valori dell’antifascismo deve quindi accompagnarsi con la richiesta di piena applicazione del dettato costituzionale, come non è avvenuto nel corso del tempo e di respingimento degli ulteriori tentativi che nonostante il voto popolare sono ancora in atto di stravolgere il senso della nostra democrazia repubblicana.

«Per combattere il fascismo meglio costruire che cancellare»

di Tomaso Montanari (*)

Il parallelo con quanto accade negli Stati Uniti non regge. Lì a chiedere, o ad attuare, l’abbattimento delle statue dei generali sudisti e dei politici schiavisti è una agguerrita opposizione civica che contesta un presidente che, in modo inaudito, simpatizza con quella terribile storia. È Trump, insomma, ad aver ridato forza e vita a quelle statue: e chi le abbatte cerca di abbattere Trump, almeno in effigie. Un fenomeno comprensibile, anche se pieno di contraddizioni e di pericoli, come ha ben spiegato Ian Buruma. Ma da noi è, paradossalmente, il contrario: sono uomini del partito di governo a dichiarare di voler mettere le mani sui monumenti.

Ora, l’architetto Fiano e i suoi colleghi dovrebbero sapere che si tratta di monumenti tutelati dalla legge e dalla Costituzione repubblicana, e che dunque chi li manomettesse commetterebbe un reato. E, soprattutto, un partito di governo che proponga di mutilare i monumenti (per quanto nobile sia l’obiettivo finale) trasmette un messaggio di impotenza: di una politica ridotta a propaganda. Perché i governi democratici, a differenza di quelli autoritari, non praticano l’iconoclastia: essi hanno il dovere di utilizzare strumenti ben più potenti e appropriati. Per esempio, si vorrebbe vedere rivolta contro i troppi gruppi dichiaratamente neofascisti o neonazisti anche solo una piccola parte della forza di polizia usata negli ultimi mesi contro i poveri, i marginali, i migranti. Prima ancora: il governo dispone di strumenti di intelligence, e credo che sarebbe ora di veder chiaro nelle sorprendenti ramificazioni e negli intrecci che legano non i monumenti di pietra, ma i neofascisti in carne ed ossa, ad ambienti insospettabili. Mi riferisco, per esempio, al pentolone scoperchiato dalla documentatissima inchiesta del collettivo di scrittori WuMing provocatoriamente (ma non gratuitamente) intitolata CasaP(oun)D. (**) Rapporti con l’estrema destra nel ventre del partito renziano. Ed è ben noto che da inquinamenti di questo tipo non è esente il Movimento 5 stelle.

Dal governo di una Repubblica fondata anche sullo «sviluppo della cultura» e sulla «ricerca » ci si aspetta non la cancellazione delle scritte sui monumenti di ottant’anni fa, ma la costruzione di strumenti per leggere storicamente e moralmente quelle scritte. Il disinvestimento nella cultura e nella scuola, il sottofinanziamento dell’università e il loro orientamento sempre più professionalizzante rappresentano uno smantellamento della formazione alla cittadinanza, e dunque una distruzione dei veri anticorpi antifascisti.

Per rispondere al terribile fascismo fiorentino degli anni venti, Nello Rosselli progettava di fondare biblioteche per ragazzi in ogni quartiere della città, e mentre era chiuso in carcere Antonio Gramsci rifletteva sull’urgenza di dotare l’Italia di «servizi pubblici intellettuali: oltre la scuola, nei suoi vari gradi », quelli che « non possono essere lasciati all’iniziativa privata, ma che in una società moderna, devono essere assicurati dallo Stato e dagli enti locali (comuni e province): il teatro, le biblioteche, i musei di vario genere, le pinacoteche, i giardini zoologici, gli orti botanici».

E non si pensa senza vergogna alla nostra attuale incapacità di costruire a Milano un vero Museo della Resistenza, cioè un grande centro di ricerca, capace di redistribuire conoscenza critica attraverso i canali più moderni. Da un partito di governo dell’Italia democratica del 2017 non ci si aspetta, insomma, una propaganda iconoclasta, ma un progetto culturale che costruisca l’antifascismo attraverso la cultura: non la cancellazione delle contraddizioni storiche, ma la capacità di mettere tutti in grado di interpretarle. Non la finzione che il fascismo non sia stato: ma la forza culturale e morale per meditare «che questo è stato» (Primo Levi).

(*) pubblicato il 13 settembre sul quotidiano «La Repubblica»

(**) cfr L’inchiesta sui rapporti tra PD e neofascisti…

«C-Star, la nave nera che vuol ostacolare le navi umanitarie nel Mediterraneo»

di Alessio Di Florio

La storia della Repubblica Italiana, ogni qualvolta la situazione diventa fragile e a rischio, ogni qualvolta le tensioni sociali sono in aumento, quando a Qualcuno può tornare utile, vede comparire sigle e trame nere. Dalla “strategia della tensione” ad oggi fino alle “stragi di mafia” (la “Falange Armata”) di inizio Anni Novanta, i neofascisti tornano sempre. Più o meno periodicamente il pendolo oscilla continuamente. L’Espresso recentemente ha denunciato in copertina l’avanzata della NazItalia. E nella guerra ai migranti, l’innalzare di muri e barriere alla frontiera, non potevano mancare. Ovviamente nulla di paragonabile a quanto appena ricordato, siamo su piani completamente diversi. Ma il dato di fatto è questo.

Generazione Identitaria”, un gruppo di estrema destra italiano anti-immigrati, è comparso sulla scena  all’inizio di maggio. Un blitz improvviso ha bloccato la nave di SOS Mediterranée, una delle organizzazioni non governative impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo. L’organizzazione, insieme a estremisti di destra francesi e tedeschi, anima Defend Europe […]

PROSEGUE QUI: http://lagiustizia.info/index.php/i-pianeti/prima-pagina/460-c-star-la-nave-nera-che-vuol-ostacolare-le-navi-umanitarie-nel-mediterraneo

 

LE VIGNETTE – scelte dalla redazione della “bottega” – SONO DI MAURO BIANI

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

2 commenti

  • domenico stimolo

    La manifestazione di Catania indetta da Forza Nuova assume un carattere particolarmente nefasto, poiché rivolta contro la proposta di Legge – ad ora congelata nel Senato della Repubblica – sulla modifica dei DIRITTI DI CITTADINANZA, attualmente regolamentati dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91.

    E’ quindi una iniziativa esclusivamente rivolta CONTRO I BAMBINI E I RAGAZZI ( maschi e femmine).

    I Soggetti Umani più deboli e indifesi, che pur essendo nati in Italia, dalla vigente ipocrisia RAZZISTA rimangono bloccati nel mondo nell’indeterminatezza. Come se fossero persone non reali. Invece, ci sono, in carne, ossa e sentimenti, frequentano da anni le nostre scuole, parlano il nostro linguaggio ( molti anche nei vari dialetti locali), sono ITALIANI DI FATTO, eppure per l’ufficializzazione pubblica, è come se non esistessero.

    Eppure la proposta di legge è moderata, tant’è che nelle valutazioni formali viene chiamato “ IUS SOLI TEMPERATO”.

    Infatti:
    ai fini del RICONOSCIMENTO della cittadinanza è previsto in maniera vincolante per i genitori il PERMESSO di lungo periodo, sottoposto a quattro precisi requisiti: almeno 5 anni di soggiorno valido; reddito non inferiore all’assegno sociale, cioè 5824 euro anno; residenza in una casa appropriato con le norme di legge in materia; superamento di un test della lingua italiana.

    Oppure:
    in alternativa, alle bambine e ai bambini nati in Italia o residenti in Italia dal 12° anno di età purché abbiano FREQUENTATO regolarmente corsi scolastici di istruzione per almeno cinque anni o corsi di formazione professionale triennali o quadriennali, con esito positivo, idonei a ricevere una qualifica professionale.

    Sono condizioni molto specifiche, più rigide di quelle già vigenti da anni negli STATI dello scenario europeo.

    La proposta di legge deve essere con approvata con URGENZA, per cancellare il DISONORE CIVILE E DEMOCRATICO CHE MARCHIA L’ITALIA.

    Il PRESIDENTE del Senato Grassi si assuma l’onere di portarla in votazione.

    Basta con questa tragica farsa.

    Così alfine di fronte al popolo italiano e al luogo sacrale del PARLAMENTO che ha come assoluto obbligo il rispetto delle norme e dello spirito della COSTITUZIONE ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA, si vedranno bene in faccia i RAZZISTI, più o meno trasfigurati nel quotidiano imbellettamento, da affarismi ipocriti, coriandoli e cotillon, bandiere, lacci e lacciuoli, tonache millantate, stelle emergenti e galassie lontane.

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