Iran-Turchia: due fascismi

Gli appelli dei Cobas e di «Fonti di Pace». La manifestazione di sabato. A seguire alcuni link.

FERMIAMO I BOMBARDAMENTI E L’INVASIONE  DEL  ROJAVA

Da oltre 72 ore i popoli del Rojava e dell’Iraq del nord, in prevalenza curdi, sono sotto i bombardamenti dell’aviazione e dell’artiglieria turca:gia si contano 50 morti e 200 feriti tra la popolazione civile, a decine tra i combattenti SdF/Ypg e i soldati siriani. BISOGNA FERMARE SUBITO QUESTA ULTERIORE CRIMINALE AGGRESSIONE DEL REGIME FASCISTA DI ERDOGAN, PRIMA CHE DIVENTI L’INVASIONE DISPIEGATA DEL ROJAVA, programmata fin da questa estate e ora prevista dopo la messa in scena dell’attentato di Istanbul, attribuito subito a Ypg/Pkk nonostante il diniego mondiale di queste organizzazioni. Oltre 25 attacchi aerei, i pesanti bombardamenti contro la popolazione di Kobane, i lutti, la distruzione dei silos del grano e di altre infrastrutture civili, sono lì a dimostrare i crimini di guerra perpetrati dal governo turco che ha come obiettivo particolare quello di abbattere il simbolo della resistenza vittoriosa all’Isis, e ora al regime terrorista di Erdogan. Mani lorde di sangue quelle del boia Erdogan, strette di recente al G20 e alla COP27 dal capo del governo italiano Meloni, da Biden, Michel e altri boiardi partecipi di questi spudorati vertici, senza alcuna voce e tiepida rimostranza nei confronti dell’Assassino, con il quale, anzi, si stringono nuovi  e ancor più pericolosi affari.
E in IRAN, quasi in simultanea il regime ha attaccato militarmente, con mortai e artiglieria diverse città del Rojilat, il Kurdistan iraniano, culla della grande rivolta popolare, una vera e propria insurrezione di massa che continua a divampare, iniziata più di due mesi fa dopo l’omicidio poliziesco della studentessa Mahsa Jina Amini: rivolta/insurrezione che noi sosteniamo totalmente. Impossibile non pensare a un accordo, esplicito o implicito, tra i regimi di Istanbul e Teheran,  divisi da tutto ma uniti nel cercare di stroncare l’autonomia e un modello politico, quello del confederalismo democratico, radicalmente alternativo  alle autocrazie della regione.
La Confederazione COBAS, da sempre schierata a sostegno dei diritti del popolo curdo e a fianco dei suoi combattenti, condanna le sporche complicità dei governi con il regime turco e impegna immediatamente le proprie sedi a mobilitarsi per contribuire a fermare subito i bombardamenti e ad impedire l’invasione del Rojava. Invita tutti/e a portare le bandiere curde nelle manifestazioni dei COBAS e del sindacalismo di base che si svolgeranno in tutta Italia durante lo sciopero generale del 2 dicembre, ove avrà il massimo spazio anche il sostegno alla rivolta/insurrezione del popolo iraniano contro la dittatura.

VITA , TERRA , LIBERTA’  PER IL POPOLO CURDO
LIBERTA’ PER IL POPOLO IRANIANO DALLA DITTATURA DEGLI AYATOLLAH E DEI PASDARAN

Esecutivo Nazionale Confederazione COBAS

 

Appello di Fonti di Pace: ricostruiamo l’orfanotrofio di Kobane

Pubblichiamo il comunicato dell’associazione Fonti di Pace sui drammatici eventi di questi giorni subiti dalla popolazione curda nel nord della Siria in seguito ai bombardamenti turchi su Kobane ed altri centri vicini. Solidarietà politica e mobilitazione per la condanna dell’aggresione compiuta da Erdogan, ma soprattutto invito a contribuire ad alleviare le difficili condizioni di vita degli starti più vulnerabili della società curdo-siriana.

Il progetto di Fonti di Pace è quello di continuare nell’opera di sostentamento dell’orfanotrofio della città di Kobane, simbolo della resistenza contro i jihadisti amici di Erdogan. In fondo trovate l’Iban per i contributi e le indicazione per la protesta indirizzata all’ambasciata turca a Roma:


BIDEN E STOLTENBERG DA 10 MESI FANNO LA GUERRA CONTRO LA RUSSIA, MA TROVANO L’ACCORDO CON PUTIN PER ACCONTENTARE IL MACELLAIO TURCO

Non potrà sfuggire a nessuno il silenzio di Putin, Biden, Stoltenberg, Borrell, Ursula von der Leyen ecc., più di quasi tutti i governi europei nonché dei grandi media sui brutali bombardamenti della Turchia iniziati sabato notte, e tuttora in corso, su Kobane e su tutto il nord-est della Siria, e, sull’Iraq settentrionale, contro il popolo yazida.

Con l’attentato terroristico a Istanbul, una pessima messa in scena che il regime turco ha tentato disperatamente di addossare al PKK e alle YPG curde siriane,  Erdogan ha comunicato ufficialmente ai grandi del G 20 che egli dava inizio alla sua campagna elettorale, con o senza il loro benestare USA ecc. ecc.

Attacchi di massa in corso, 6.500 le incursioni che colpiscono case civili, scuole, l’ospedale di Kobane, campi profughi di curdi scappati da Afrin quando fu occupata dall’esercito turco e da bande jihadiste, tutti suoi amici oggi come allora nel 2018.

La scelta di Kobane non è casuale: a Kobane fu fermata la grande avanzata dell’ISIS, ricordo che il suo assedio durò 120 giorni e si concluse con la sua ritirata a fine febbraio 2015. Duemila combattenti curdi contro un’enormità di dodicimila jihadisti vinsero contro le forze nemiche in campo. Kobane, sin da allora schiacciata sul confine turco, continua a essere territorio femminista e ambientalista.

Riporto qui parte del comunicato delle donne curde: “Obiettivo turco e jihadista è porre fine alla lotta per la libertà e per l’autodeterminazione praticata in Rojava, è distruggere l’identità curda, la sua cultura, le sue libere donne. Parimenti l’attacco turco è contro tutte le persone a fianco del movimento curdo, contro le donne iraniane che da due mesi lottano contro il regime degli ayatollah, che vuole distruggere sia le conquiste femministe in corso in Iran che la solidarietà interna e internazionale tra donne, che vuole annullare lo slogan “Jin Jiyan Azadi” (Donna Vita Libertà), gridato ormai in tutto il mondo dalle donne”.
“Non dimentichiamo, in ultimo, che quei bombardamenti turchi sono di un Paese NATO con armi europee e col tacito sostegno degli Stati Uniti.”

Ai nostri amici chiediamo di farsi promotori di mozioni di condanna della Turchia in ogni sito e istituzione (Consigli di zona, comunali, regionali), così come nelle scuole, nei consigli di fabbrica, nei sindacati,  nelle sezioni dell’ANPI, nei partiti democratici, ma anche come semplici cittadini.

DOBBIAMO COPRIRE L’AMBASCIATA TURCA IN ITALIA DI PROTESTE. ERDOGAN HA OTTENUTO IL SILENZIO ASSENSO DI PUTIN- BIDEN -STOLTENBER- VON DER LEYEN E SOCI, MA NON AVRA’ IL NOSTRO SILENZIO.

Ecco la sede dell’ambasciata turca a Roma: Ambasciata della Repubblica di Turchia, via Palestro 38, 00185 Roma, sua email ambasciata-roma@mfa.gov.tr

Fonti di Pace contribuì al sostentamento dell’orfanotrofio di Kobane, oggi vogliamo aiutare la sua popolazione costretta a fuggire dai bombardamenti. Non lasciamo solo il popolo di Kobane e del Rojava, stiamo accanto solidali al popolo curdo.

IBAN : IT45 N010 3001 6560 000 2624 683

Monte dei Paschi di Siena, agenzia 37

Per maggiori informazioni: https://www.fontidipace.it/progetti/orfanotrofio-kobane.php

 

KOBANE CALLING
Sabato 26 in piazza in sostegno del movimento kurdo, contro l’aggressione ed i bombardamenti della Turchia di Erdogan

Nella notte di sabato 19 novembre una pioggia di bombe si è abbattuta sul Rojava/Nord-Est Siria per mano dell’aviazione turca.

Molte le città colpite contemporaneamente in Rojava tra cui Kobane, ma anche Sulaymaniyya, Qandil e Shengal nel Sud Kurdistan/Nord Iraq.
In particolare, le città di Kobane e Derik sono state ripetutamente colpite per diverse ore durante la notte e di nuovo nel corso della mattinata. Kobane, la città che ha sconfitto l’ISIS al prezzo di migliaia di vite civili e di combattenti YPG/YPJ e PKK, è da allora nel mirino del regime di Erdogan.
L’obiettivo è distruggere l’esperienza del movimento kurdo, guidato dal PKK, di Confederalismo Democratico, con l’affermazione di una società finalmente libera dall’oppressione e dall’occupazione coloniale. La Turchia di Erdogan, in profonda crisi economica e sociale, cerca con la guerra, così come con il ruolo nel conflitto in Ucraina, di riprendere consenso interno ed internazionale.
L’ipocrisia dell’Unione Europea, così come degli Usa, è vergognosa: si condanna, con una partecipazione di fatto al conflitto, l’invasione russa, ma niente si dice di quanto da anni e anni la Turchia sta facendo ai kurdi, e dell’occupazione di parte della Siria del Nord Est da parte di Erdogan.
E questo accade mentre la repressione in Iran delle rivolte popolari è rivolta in primis verso la popolazione kurda (10 milioni) che manifesta al grido di Donna, Vita e Libertà.
I kurdi ed i loro compagni in tutto il mondo si stanno mobilitando per protestare contro l’attacco turco, in Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda…Anche a Firenze raccogliamo l’invito a scendere in piazza a fianco del movimento. Perché sappiamo da cha parte stare: la nostra stessa parte, che lotta per uguaglianza, giustizia e libertà.
Sabato 26 novembre invitiamo tutti e tutte a partecipare alla manifestazione in sostegno al movimento, insieme alla Comunità kurda toscana.

Sabato 26 novembre ore 11.30 a Firenze
MANIFESTAZIONE sotto la Prefettura di Firenze, via Cavour, 2

ALCUNI LINK

https://transform-italia.it/la-strategia-della-tensione-del-sultano-turco-erdogan/

di Tommaso Chiti

Video sulla manifestazione curda all’aeroporto di Fiumicino:

https://www.google.com/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwiv8aPH8MP7AhXQsaQKHVYgBaEQz40FegQICBAI&url=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DpVfaSTgZ0u8&usg=AOvVaw2o7aZqOHGTJUeVcmMt-N2t

https://ilmanifesto.it/il-rojava-sotto-le-bombe-turche-colpiti-ospedali-silos-mercati (di Chiara Cruciati)

www.micromega.net/la-turchia-bombarda-il-rojava-nel-silenzio-internazionale/?utm_source=substack&utm_medium=email di Davide Grasso

https://diogeneonline.info/curdi-sotto-attacco-massacrati-da-iran-e-turchia-nellindifferenza-generale/

Povertà e violenza: medici in fuga dalla Turchia – il manifesto

di Murat Cinar

Turchia: la legge sulla disinformazione è una minaccia alla libertà d’espressione

https://ilmanifesto.it/il-libro-nero-della-turchia-e-del-medio-oriente (di Alberto Negri)

Enrico Tomaselli: Cose turche

Resistenza e prospettive del popolo curdo. Intervista con Yilmaz Orkan responsabile di UIKI-ONLUS  

 

Il tradimento dell’Armenia nei confronti dei curdi 

ilmanifesto.it/la-metamorfosi-della-turchia-nella-biografia-del-sultano-erdogan: qui la recensione di Chiara Cruciati alla graphic novel “Erdogan, il nuovo sultano” di Can Dundar e Mohamed Anwar, appena pubblicata dall’editore Nutrimenti

Fra le immagini di questo articolo anche le copertine di alcuni recenti libri su Turchia e/o curdi: ne parleremo nei prossimi giorni in dettaglio. Intanto grazie a chi ci darà una mano per segnalare iniziative e pubblicazioni.

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

6 commenti

  • Seminario a Cagliari, Giovedì 24 novembre 2022 ore 16 KURDISTAN, ASSEDIO E UTOPIA
    Campus Aresu Via San Giorgio 12, III piano, Aula CM10, Dipartimento Scienze Politiche
    L’assedio è la realtà quotidiana sul terreno: specie da parte della Turchia, ma anche da parte delle bande mercenarie dell’ISIS come da parte del regime iraniano, esso si sta manifestando in tutto il KURDISTAN in modo sempre più feroce e totale.
    L’utopia è la realtà quotidiana nelle menti: animata costantemente dagli scritti carcerari del presidente OCALAN, essa si traduce materialmente ogni giorno in istituzioni e cultura: essa è, come ogni grande eccezione della Storia, una esaltante utopia concreta.
    Il Kurdistan vive quindi, su ogni piano della vita quotidiana, una situazione di continua e totale emergenza: e tuttavia è una emergenzialità silenziata, poichè la complicità diplomatica e militare di tutto l’Occidente, e quindi anche la complicità italiana, ne è la condizione.
    Rompere questa complicità è compito del pensiero, della solidarietà e della pratica dell’utopia!
    Ne parliamo giovedì 24 novembre, ore 16.00 al Campus Aresu con gli ospiti:
    JOSEPH SAVARY, medico, presidente dell’ associazione medica IPPNW della Svizzera
    AHMET YAMAN: coordinatore attività culturali kurde in Svizzera e in Italia
    RINO MALINCONICO, docente di filosofia e storia
    https://www.sardegnareporter.it/2022/11/kurdistan-assedio-e-utopia-incontro-a-cagliari/490193/
    https://www.facebook.com/events/816179212927581/?ref=newsfeed

  • LA “BOTTEGA” ADERISCE

    La Turchia torna a bombardare i territori del nord e dell’est della Siria, quegli stessi territori liberati dall’Isis grazie allo sforzo e al sacrificio delle popolazioni curde, arabe e yazide che li abitano. Le bombe di Ankara cadono nel disinteresse generale e con il silenzio complice di quasi tutti i media mainstream, oltre che della politica, delle istituzioni italiane ed europee.

    Erdogan, grazie alla complicità di USA e Russia, colpisce chi, al confine con il paese che governa, convive pacificamente senza che le differenze di lingua, cultura o religione siano la scusa per violente e aggressive divisioni. Il confederalismo democratico è una rivoluzionaria forma di governo, una possibile proposta di pace per tutto il medioriente. Ma Erdogan non vuole saperne di pace e convivenza, vuole espandere i confini della Turchia e schiacciare, anche militarmente, chi rivendica il diritto nel rispetto della propria cultura, della propria lingua, delle proprie tradizioni.

    Additando il PKK di aver realizzato l’ultimo attentato di Istanbul Erdogan giustifica la sua nuova azione contro l’esperienza di autogoverno della Siria del Nord e dell’Est sostenendo che non vi è differenza tra PKK, fatto inserire da Ankara nelle liste del terrorismo internazionale, PYD, YPJ e YPG. Erdogan ha cancellato dialoghi e percorsi di pacificazione attaccando, con violenza e aggressività, culture, lingue e religioni differenti nel nome dell’ultra-nazionalismo stringendo così anche accordi con i Lupi Grigi.

    Vogliamo rompere il silenzio che accompagna questa nuova guerra di Turchia la pacifica esperienza del confederalismo democratico.
    Vogliamo una soluzione di pace per le popolazioni siriane.
    Pensiamo che non solo i media debbano raccontare la barbarie iniziata da Erdogan ma che anche la politica ed il governo italiano debbano prendere posizione, e così come chiedono la fine dell’occupazione russa dell’Ucraina, chiedano con forza il cessate il fuoco turco, il rispetto della sovranità territoriale ed il riconoscimento dell’autogoverno nato dalla cacciata dell’Isis da quei territori.

    SOTTOSCRIVONO:
    ZeroCalcare
    Elio Germano
    Fiorella Mannoia
    Vinicio Caposella
    Alessandro Bergonzoni
    Vauro
    Lo Stato Sociale
    Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri
    99 Posse
    Punkreas
    Modena City Ramblers
    Moni Ovadia
    Good Old Boys (aka Colle der Fomento Kaos & Dj Craim)
    Gemitaiz
    Giulia Anania
    Los3Saltos
    Lucci
    Assalti Frontali
    Junior Sprea
    Pino Cacucci
    Giacomo Bevilacqua
    Tito Faraci
    Claudio Calia
    Francesco Sardano
    Vermi di Rouge
    Gianluca Costantini

  • L’appello di Fonti di pace mi pare in tutto opportuno. L’ ho seguito. Ed ho perciò verificato che l’indirizzo email dell’Ambasciate di Turchia in Roma non è ambasciata-roma@mfa.gov.tr me è: ambasciata.roma@mfa.gov.tr

  • Non dimentichiamo che sono alleati degli usa-e-getta e hanno sddestrato i terroristi che banno messo la bomba a instanbul. O questo non si puo’ dire?

  • ROJAVA: RIENTRATA IN ITALIA LA DELEGAZIONE DI RADIO ONDA D’URTO. CONFERENZA STAMPA A BRESCIA.
    https://www.radiondadurto.org/2022/11/30/rojava-rientrata-in-italia-la-delegazione-di-radio-onda-durto-conferenza-stampa-a-brescia/

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