Italia: perchè stragi e terrorismo?

di Salvatore Palidda   

Il meglio (FORSE) del blog-bottega /275…. andando a ritroso nel tempo (*). A seguire una nota di db

La storia d’Italia, in particolare dopo la seconda guerra mondiale, è segnata da una sequenza di complotti, trame, stragi ecc., senza pari negli altri Paesi cosiddetti democratici.

Ricordiamo brevemente i fatti principali.

  • Nel 1947 la banda di Salvatore Giuliano uccide 11 contadini e braccianti riuniti a Portella delle Ginestre per festeggiare il Primo Maggio.
  • Nel 1964 si ha il tentativo di colpo di stato organizzato dal generale De Lorenzo e altri militari.
  • Il 12 dicembre 1969, a Milano, nel salone della banca vicino al Duomo, una bomba uccide 17 persone e ne ferisce 88. Fu la prima di una serie di stragi fasciste pilotate da servizi segreti (detti deviati); ma all’inizio una canea mediatica, aizzata anche da Indro Montanelli e altri, additò come autori gli anarchici e la sinistra.
  • Gioia Tauro, 22 luglio 1970: bomba sul treno: 6 morti e 50 feriti
  • Peteano, 31 maggio 1972: fascisti di Ordine Nuovo uccidono 3 carabinieri.
  • Questura di Milano, 7 maggio 1973: bomba lanciata da un losco personaggio usato dai servizi segreti (Gianfranco Bertoli) con 4 morti e 52 feriti.
  • Brescia, Piazza della Loggia, 28 maggio 1974: una bomba esplode al comizio dello sciopero generale dei sindacati, 8 morti e 103 feriti
  • Treno Italicus vicino Firenze, 4 agosto 1974: una bomba esplode, 12 morti e 48 feriti.
  • Roma via Fani 16 marzo 1978: rapimento Aldo Moro, capo della Dc da parte delle Brigate rosse che uccidono i 5 uomini della scorta
  • Genova 24 gennaio 1979: le Brigate Rosse uccidono il sindacalista Guido Rossa
  • Bologna 2 agosto 1980: bomba esplode nella stazione Centrale, 85 morti e 200 feriti
  • Treno 904, 23 dicembre 1984: una bomba uccide 17 persone
  • Firenze via dei Georgofili, 27 maggio 1993: bomba provoca 5 morti
  • Milano via Palestro, 27 luglio 1993: bomba con 5 morti

Inoltre, dal 1970, le vittime di assassinii terroristici (di fascisti spesso manipolati o pilotati dai servizi segreti deviati e di terroristi “rossi” anch’essi in parte indirettamente manipolati dai servizi segreti deviati) sono stati: 11 magistrati, 59 civili, 110 delle forze di polizia.

Cercando su youtube “stragi di stato” si trovano diversi video, fra i quali:

1 Storia Stragi d’Italia.mp4

2 Storia dItalia Le Stragi.mp4

3 Storia d’Italia Le Stragi Misteri d’Italia.mp4

4 Storia dItalia Le Stragi.mp4

5 Storia dItalia Le Stragi.mp4

Correva_l_anno_-_Anni_di_Piombo_-_Le_Stragi_di_Stato_3.mp4

Golpe_Borghese_-_7_8_dicembre_1970.mp4

L_Italia_del_terrorismo.mp4

LE_BOMBE_DI_SAVONA_PT_1.mp4

Pasolini P.zaFontana.mp4

Piazza_Fontana_la_strage_del_12_dicembre_1969_l_Italia_fa_i_conti_col_terrorismo.mp4

Strage_di_Brescia_lo_Stato_non_ha_vergogna.mp4

 

Ricordiamo che anche Genova e Savona sono state colpite dal terrorismo (a Genova c’era una cosiddetta colonna delle Br particolarmente agguerrita autrice del sequestro del magistrato Sossi, dell’uccisione del giudice Coco e della sua scorta e poi del sindacalista Cgil Guido Rossa; a Savona furono fatte esplodere delle bombe –vedi video di Giampaolo De Luca, laureato in Scienze della Comunicazione dell’Università degli studi di Genova, http://www.youtube.com/watch?v=boUGa2SzpjA

Questi fatti sono stati oggetto di tante pubblicazioni e innanzitutto di più commissioni parlamentari fra le quali:

http://www.senato.it/documenti/repository/leggi_e_documenti/raccoltenormative/30%20-%20stragi/Leg.%20XIII/Doc/XXIII%20n.%2064%20Vol%20I%20Tomo%20II.pdf

http://www.parlamento.it/parlam/bicam/terror/home.htm

Ecco qui ai principali aspetti ed elementi che possono essere considrati indispensabili per capire questi fatti:

  1. L’assetto politico mondiale che si impone a seguito della seconda guerra mondiale è “bipolare”: le due grandi potenze vincitrici della guerra, cioè gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, si pongono a capo di due schieramenti opposti che stabiliscono già con gli accordi di Yalta un patto di non aggressione diretta fra loro (“pace armata” fondata sulla reciproca minaccia di bombe atomiche).
  2. Quest’assetto bipolare non tollera che Paesi collocati nell’uno o nell’altro schieramento possano osare cambiare schieramento e neanche che possano pretendere di affermare una loro effettiva autonomia, neutralità o non-allineamento (fa eccezione la Svizzera che da sempre “gioca” come spazio neutro comodo alle due superpotenze).
  3. Tutti i tentativi dei cosiddetti Paesi non-allineati falliscono a colpi di guerre locali (spesso guerre indirette fra Usa e Urss), con colpi di stato (Cile, Argentina, Panama, ecc. ecc.) oppure con assassinii dei leader (Lumumba, Indira Ghandi, Nasser, Sadat, ecc. ecc.).
  4. La Germania, l’Italia e il Giappone sono i tre Paesi che hanno perso la guerra e sono collocati nello schieramento dominato dagli Stati Uniti.
  5. L’Italia esce dalla guerra con una sovranità nazionale ancora più limitata di quanto fosse stata dopo l’Unità dal 1860 al fascismo. Nonostante le forze politiche e sociali dell’immediato dopoguerra fossero maggioritariamente di sinistra e di centro-sinistra, gli Stati Uniti e il Vaticano riescono a far diventare maggioranza una Democrazia Cristiana atlantista e più vicina alla destra che alla sinistra. E ciò nonostante il Partito Comunista (Pci) e il Partito Socialista (Psi) rinuncino comunque a qualsiasi tentazione di prospettiva socialista o di non allineamento; ma certo aspirano a un governo che applichi la Costituzione, quindi rifiutino la partecipazione diretta o indiretta alle guerre pilotate dagli Usa ma anche dall’Urss, mirino a una politica economica e sociale equa con la tutela dei diritti di tutti.
  6. Con la schiacciante vittoria democristiana alle elezioni del 1948, la sovranità nazionale italiana è lottizzata, cioè subordinata a tre principali forze:

– gli Stati Uniti (l’alleato dominante) soprattutto per quanto riguarda gli “affari militari”, cioè il dominio del ruolo ge-ostrategico del Paese e quindi anche delle forze armate (attraverso la Nato), l’egemonia economica (attraverso il piano Marshall e le multinazionali americane) e il controllo politico sulla fedeltà “atlantica”;

– il Vaticano che conserva e rafforza la sua egemonia sulla sfera sociale, in parte finanziaria e anche politica (sui parlamentari cattolici);

– il “partito-stato”, la Democrazia Cristiana che si accontenta del controllo della sovranità interna a livello economico soprattutto attraverso le imprese di Stato e le banche e attraverso una forte polizia direttamente controllata dalla gerarchia Dd (in particolare con Scelba).

Un pezzo minore di sovranità va anche alla sinistra cioè al Pci, al Psi, alla Cgil e alla Lega delle Cooperative che rappresentano comunque più di metà della popolazione e soprattutto la maggioranza dei lavoratori e degli intellettuali.

Ogni volta che il movimento operaio ha realizzato grandi mobilitazioni la repressione da parte della polizia democristiana è stata feroce: sono stati almeno 170 i morti uccisi dalle forze di polizia dal 1945 ad oggi (vedi: /http://ita.anarchopedia.org/Cronologia_delle_rivolte_e_dei_morti_dalla_caduta_del_fascismo_ai_giorni_nostri).

A questi bisogna aggiungere anche i lavoratori, sindacalisti e militanti uccisi dalla mafia o da fascisti.

In tutte queste occasioni, i dirigenti del Pci, del Psi e della Cgil hanno sempre fatto di tutto per evitare l’escalation dello scontro di piazza e quindi della crisi politica; soprattutto in occasione del 1948 (dopo l’attentato a Togliatti) e nel 1960 (contro il governo Tambroni che voleva allearsi coi fascisti).

Il principale obiettivo degli Stati Uniti e della Dc è sempre stato la difesa degli interessi delle multinazionali, delle scelte della alleanza occidentale e del bipolarismo, l’assoggettamento della popolazione a una distribuzione della ricchezza sempre a favore del padronato e delle banche (così l’Italia diventa il Paese dominato da tre principali lobby: quella dell’auto Fiat/Agnelli, quella del cemento cioè Italcementi/Pesenti, quella dei petrolieri; risultato è: speculazione edilizia, sabotaggio dello sviluppo moderno dei trasporti, disastri sanitari e ambientali, debito pubblico esasperato, corruzione, evasione fiscale, nuove schiavitù).

  1. Una volta finita la ricostruzione post-bellica e approdati al boom economico degli anni sessanta, l’Italia come la Germania adottarono una strategia di autonomizzazione soprattutto a livello economico giocando allo stesso tempo sia sulla fedeltà indiscussa all’Alleanza atlantica e quindi agli Stati Uniti, sia su una loro ostpolitik (cioè lo sviluppo di rapporti economici con l’Urss), sia ancora una prospettiva europeista; l’Italia sviluppò anche un particolare sviluppo dei rapporti con i Paesi “arabi” (sin dai tempi di Mattei, il patron dell’ENI, il partito italiano “pro-arabo” includeva e include personalità di tutti i partiti e delle diverse cerchie economiche).
  2. Nella ricerca di autonomizzazione italiana giocano sia il Vaticano (che è anche una potenza economica oltre ad essere in concorrenza con le due superpotenze con il suo universalismo opposto all’“escatologismo” americano) sia la mafia che da prestataria di servizi sporchi per gli Usa cerca di autonomizzarsi facendo affari con le neo-leadership dei Paesi che hanno conquistato da poco l’indipendenza, con gli arabi, con la stessa finanza vaticana (si ricordi l’asse Marcinkus-Sindona).
  3. Ovviamente gli Stati Uniti non sopportano l’autonomizzazione degli alleati-subalterni né dei Paesi che pretendono debbano stare nella loro area di dominio (dottrina Truman). In tanti casi fanno ricorso all’eliminazione fisica dei leader e a colpi di stato (vedi Congo, Argentina, Cile, Panama, ecc) in altri casi mobilitano i loro servizi segreti e i loro assoldati nei servizi di altri Paesi per minacciare e sabotare questi tentativi di autonomizzazione.
  4. E’ appunto a questo che si devono le manipolazioni americane in Italia di militari, agenti dei servizi segreti, politici, alti funzionari dello Stato e anche intellettuali e giornalisti per impedire la riuscita dell’autonomizzazione italiana che sarebbe stata anche affermazione di una maggioranza parlamentare fedele alla Costituzione e alla sua applicazione.

E’ questo che dimostrano le numerose inchieste giudiziarie, le commissioni d’inchiesta parlamentari e i documenti degli archivi sinora resi pubblici sulla serie di stragi di stato e sui terrorismi nero e pseudo-rosso. Questo spiega anche perché gli Stati Uniti si opposero all’epurazione dei fascisti da tutto l’apparato pubblico italiano (vedi “Fascist Legacy” e L’epurazione che non c’è mai stata:http://www.youtube.com/watch?v=2IlB7IP4hys; http://www.youtube.com/watch?v=qtfqrAQBUoo) e perché hanno favorito la massoneria e la mafia soprattutto sino agli anni Novanta, particolarmente influenti nei ranghi delle forze armate, dei servizi segreti, della stessa magistratura e nei vertici dei ministeri.

La cosiddetta fine della prima Repubblica (la fine della Dc e del Psi o del CAF – ovvero l’asse Craxi, Andreotti e Forlani – ma anche del Pci) coincide con la profonda destrutturazione dell’assetto della società industriale e anche del movimento operaio, con l’approdo al potere della nuova destra liberista sospetta di stretti legami con massoneria e mafia. Questo spiega perché non c’è più stato ricorso alle stragi: la destra ha infine conquistato il potere mentre i democratici e la sinistra fedeli alla Costituzione sono stati isolati, emarginati (nei fatti la leadership della sinistra e dei democratici s’è convertita al liberismo e ha smantellato il Pci, la sinistra Dc).

UNA NOTICINA DI DB

Quando il 13 dicembre 2013 la “bottega” pubblicò questa analisi di Palidda inserii un mio commento che ripropongo qui sotto.

Molto interessanti le riflessioni di Palidda: non basta ricordare (cosa che peraltro viene fatta sempre meno) la strage di piazza Fontana se non si prova a capire il quadro storico nel quale si inserisce.
Pur nella necessità di essere breve, Palidda è molto chiaro: io mi riconosco nel suo impianto salvo in un punto.
Non concordo nell’inserire fra le trame e i complotti la lunga e drammatica vicenda del terrorismo di sinistra (che a mio avviso fu tale, cioè davvero nacque fra i militanti della sinistra, anzi delle sinistre). Invece per Palidda i terroristi rossi, anzi «pseudo rossi» come lui scrive, furono «anch’essi in parte indirettamente manipolati dai servizi segreti deviati». Non c’è su questo alcuna evidenza. Chi ha cercato seriamente (da Giorgio Bocca a Rossana Rossanda) collegamenti fra terroristi rossi e servizi segreti – o Nato o Israele o Usa o via “sospettando” – nulla ha trovato e anzi è uscito con la convinzione (magari prima non l’aveva) che quei gruppi armati erano appunto di sinistra e operavano in totale buona fede. Qualche infiltrato c’era come sempre e dappertutto… Qualche funzionario dello Stato forse ha qualche volta favorito alcuni terroristi per certi suoi fini… ma anche questo è purtroppo una prassi vecchia e non modifica il quadro d’insieme.
Il che non significa che i gruppi della lotta armata avessero ragione. E ovviamente i loro errori hanno avvantaggiato le destre ma questo è un altro discorso; d’altro canto la lunga sequela di errori (sanguinari no ma gravissimi sì) di Pci e suoi discendenti fino al Pd a favore delle destre porterebbe a concludere – se questo fosse il criterio… e non può esserlo – che il Pci è stato “inventato” dalla Cia, cosa che evidentemente non è.
Discorso lungo e complesso, si farà semmai un’altra volta. Mai avuta simpatia per Br e dintorni e – come scrissi qui in blog tempo fa – io allora mi riconoscevo in chi sfilava dietro lo slogan «Nè con lo Stato né con le Br». e continuo a pensare che avevamo ragione noi.
Questo mio disaccordo comunque su un punto (per importante che sia) dell’articolata analisi di Palidda non mi pare che modifichi troppo l’utile e dettagliato quadro storico da lui sintetizzato.

Allora auspicavo una discussione che purtoppo non ci fu. Chissà se i tempi prima o poi “matureranno”. La rimozione delle questioni dolate (dolorose e comlplicate) non è mai una buona scelta.

(*) Anche quest’anno la “bottega” recupera – nel pieno dell’estate – alcuni vecchi articoli che a rileggerli, anni dopo, ci sembrano interessanti. Il motivo? Un po’ perché 20 mila articoli (appena superati) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché d’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che – il maledetto Covid permettendo – dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque; recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda (ma un po’ alla volta siamo arrivati al novembre 2013) valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto ritrovare semi, ponti, pensieri, ornitorinchi (cioè stranezze eppur vere) perduti; ove possibile accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente. Con le firme più varie, con stili assai differenti e con quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – lo speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. Al solito verso l’inizio di settembre termineremo questo (forse) “meglio”. Per rivederci presumibilmente la prossima estate. O chissà. [db]

La Bottega del Barbieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *