Ma qual è il titolo di questo libro?

Cinque citazioni per farvi “abboccare” (che se vi dico subito il titolo del libro magari scappate… e fareste male).

«L’ascolto è una dote trasversale […] Tuttavia, nella nostra società e quindi anche nella scuola, è – come sosteneva Ivan Illich – “il grande assente dei nostri tempi”».

«La rabbia che non sa più trovare le sue radici, cioè le cause profonde che l’hanno generata, è quella che avvelena le relazioni nell’età adulta e che troppo spesso si trasforma in violenza».

«Un corso di formazione sul riconoscimento della violenza, fondato su competenze più relazionali che burocratiche, tenuto all’ospedale Sant’Anna di Torino. L’anno successivo, i casi riconosciuti di violenza sulle donne erano passati da una decina a un centinaio».

«C’è tempo e luogo per scrivere di sé […] “Dedicare a me stesso le domande che non mi ero mai rivolto” fino a scoprire che lo scrivere di sé comporta “il superamento di una soglia” che separa i vissuti ancora slegati verso la possibilità, ipotetica e temporanea, di dare loro una “forma organica”».

«Ci si aspetterebbe [nel calcio giovanile] di trovare un clima sereno, allegro, fatto di bambini che giocano a calcio e di adulti che si divertono. Invece spesso non è così […] Si respira un clima pesante, un livello di tensione, di agonismo, di nervosismo che è fuori misura rispetto a quello che dovrebbe essere».

Sono cinque frasi – prese da 5 contesti assai diversi – che mi hanno colpito e che è relativamente facile estrapolare; altri ragionamenti o racconti di esperienze (o vicende personali) pure appassionanti sono più difficili da riassumere in poche parole. Ma qual è il titolo di questo volume dal quale ho tratto le citazioni? Gli appassionati di giochi sapranno che esiste davvero un bellissimo libro – di Raymond Smullyan – così intitolato («Qual è il titolo di questo libro?» appunto) ma qui si parla invece di altri problemi e di ben diversi doppi sensi, di ruoli che si assumono o che si rifiutano, di giochi che si fanno da soli o in compagnia ma che condizionano le relazioni sociali nel profondo.

Il libro che vi consiglio si intitola «Trasformare il maschile» (Cittadella: 230 pagine per 16,50 euri) con il sottotitolo «nella cura, nell’educazione e nelle relazioni». Lo curano Salvatore Deiana e Massimo M. Greco con la prefazione di Barbara Mapelli mentre sono tutti maschi – per evidenti ragioni – gli autori: Ludovico Arte (un sociologo che lavora con la Federcalcio toscana), Carlo Bellisai, Sandro Casanova, Marco Deriu, Giacomo Mambriani, Alessio Miceli, Beppe Pavan, Roberto Poggi, Gianluca Ricciato e Mario Simoncini. Qualche nome lo avete incontrato anche su questo blog, parecchi di loro gravitano intorno all’associazione (o forse sarebbe meglio dire rete) Maschile Plurale.

Bastano titolo e sottotitolo per indurre molti (con la i) alla fuga: tema troppo difficile; sarà noiosissimo; so tutto; i soliti maschietti ridicolmente femministi…. e così via con un fuoco di sbarramento che cela l’imbarazzo e – per dirla tutta – la paura. Se però superando il panico e l’egocentrismo ci si accosta al libro… a mio parere si trovano molte riflessioni e storie utili. Sì, qualche punto è più noioso (del resto capita in quasi tutti i libri) ma – come spero di aver mostrato anche con le 5 citazioni all’inizio – nel complesso è una lettura coinvolgente con qualche passaggio che (a seconda delle diverse esperienze) suonerà persino illuminante.

Non mi azzardo a entrare nel merito delle tante questioni anche perché, come si vede dall’indice, i temi sono assai diversi anche se li unifica il maschile da «ripensare», meglio da «trasformare».

Nella prima sezione del libro – una cornice – si ragiona del genere come «questione pedagogica», di «perdere potere e guadagnare autorità», di «cura e corporeità nel maschile». La seconda parte allinea 4 testimonianze: la tenerissima e profonda riflessione «Di figlio in padre in figlio»; un molto vissuto «Perché e come faccio il maestro» (anche con i più piccoli, in un luogo cioè che, almeno nella scuola italiana, è storicamente femminile); «La forza imprevista della dolcezza», ancora nell’educare; «Che ci faccio qui?» ovvero un percorso maschile nel volontariato ospedaliero. La terza sezione si intitola «Esperienze e pratiche di cura di sé e delle relazioni»: si muove fra «un’amicizia politica» (a Milano) «contro la violenza maschile sulle donne», una «conversione personale» (a Pinerolo) dentro la più generale «crisi del patriarcato» e «uomini che scrivono di sé» (alla Lua, cioè Libera università dell’autobiografia, e non solo). La quarta parte – ovvero «Formare maschilità presenti e future» – racconta «la campagna del Fiocco bianco nelle scuole di Bologna», le attività del «Cerchio degli uomini» a Torino (e non solo) e «le identità maschili nelle prassi educative del calcio giovanile» che, a mio avviso, dovrebbe essere apprezzato da chi, per le più diverse ragioni, si ritrova – o presto potrebbe capitare – con i figli a tirar calci dietro una palla. Chiude il libro un’appendice sul gruppo Trasformazione, che è nato all’interno dell’associazione Maschile Plurale (www.maschileplurale.it) e una utilissima bibliografia.

Non c’è ovviamente una frase che può riassumere tutti questi temi ma se volessi azzardare forse sarebbe questa (che estrapolo dal contesto): «rompere il silenzio su se stessi è una frontiera del cambiamento maschile nel nostro tempo».

Redazione
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5 commenti

  • Grazie , come sempre , per le tue sollecitazioni generose e ricche di spunti interessanti

  • Molti gli stimoli, a cominciare dalle 5 frasi di apertura. In modo particolare mi piace : «Di figlio in padre in figlio». La retroazione evolutiva fra generazioni: spesso mi ritrovo a desiderare di scambiare con mio padre (“ragazzo del ’98”) esperienze mie. Uno scambio purtroppo ormai impossibile per ragioni anagrafiche ma che sento vorrebbe poter colmare quelle lacune di condivisione educativa che ci sono state negli anni della mia gioventù….

  • io avevo indovinato subito!! 😉

  • Ecco una serie, molto interessante, di incontri (al dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’università di Cagliari) che riprendono i temi del libro: si tengono tutti alle 17 nell’ula Bachisio Motzo, al secondo piano della facoltà di Studi umanistici in Piazza d’Armi.
    I GENERI CHE SI TRASFORMANO
    Identità femminili e maschili nell’Italia contemporanea
    – 6 marzo 2013
    con Sandro BELLASSAI (università di Bologna – Associazione Maschile Plurale)
    L’invenzione della virilità; politica e immaginario maschile nell’Italia contemporanea
    – 19 marzo 2013
    Barbara MAPELLI (università di Milano Bicocca – Libera università delle donne di Milano)
    Sette vite come i gatti: generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo
    – 11 aprile 2013
    Salvatore DEIANA (università di Cagliari – ass Maschile Plurale) e Massimo M. Greco (Policlinico Tor Vergata di Roma – ass Maschile Plurale)
    Trasformare il maschile: nella cura, nell’educazione, nelle relazioni
    Concentrandosi principalmente sulle esperienze italiane, il ciclo di incontri propone un confronto dapprima con la storia novecentesca del maschile, in particolare nella sua modalità del virilismo; quindi con le narrazioni personali dell’iniziativa pedagogica e politica delle donne, che con un’affermazione assertiva della loro soggettività hanno cambiato loro stesse e le relazioni intra e inter-genere; per concludere con le riflessioni e le azioni che singoli e gruppi di uomini stanno attualmente elaborando e vivendo in una prospettiva trasformativa del modello identitario egemone del maschile.

    Sandro Bellassai – Ricercatore di Storia contemporanea, insegna Storia sociale e culturale nell’università di Bologna. In particolare, ha svolto ricerche sulle culture politiche dell’età contemporanea, pubblicando: «La morale comunista. Pubblico e privato nella rappresentazione del PCI (1947-1956)», (Roma 2000; vincitore del Premio SISSCO 2001); «La legge del desiderio. Il progetto Merlin e l’Italia degli anni cinquanta» (ultima ristampa Roma 2008); «La mascolinità contemporanea» (terza ristampa Roma 2011).
    Barbara Mapelli – Da anni si occupa di educazione, con particolare attenzione alle culture di genere. Già componente del Comitato pari opportunità del ministero Pubblica Istruzione e consulente presso il ministero Pari Opportunità, ha insegnato Pedagogia delle differenze di genere, nella facoltà di Scienze della Formazione, ateneo Milano Bicocca. Fra le ultime pubblicazioni: «Dopo la solitudine. Pedagogia narrativa tra donne e uomini» (Milano 2007); «Una storia imprevista. Femminismi del ‘900 ed educazione», curato insieme a Gabriella Seveso (Milano 2008); «Soggetti di storie. Donne, uomini e scritture di sè» (Milano 2008).
    Salvatore Deiana – Ricercatore e docente di Pedagogia presso la facoltà di Studi umanistici dell’Università di Cagliari. Si è occupato dell’interpretazione in chiave pedagogica dell’ermeneutica filosofica di Hans Georg Gadamer in numerosi saggi. Studia ora la cura educativa in relazione alle differenze di genere, con particolare attenzione al maschile. Partecipa all’associazione Maschile Plurale.
    Massimo M. Greco – Infermiere coordinatore, laureato in Educazione degli adulti e formazione continua. Insegna Pedagogia generale e sociale nella laurea magistrale in infermieristica, all’università La Sapienza di Roma. Partecipa all’associazione Maschile Plurale. Ha pubblicato come curatore «Lettere dal Silenzio. Storie di accoglienza e assistenza sanitaria per donne che hanno subìto violenza» (Milano 2011).

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