Voto di settembre, smarrimento, «meno peggio» e…

e l’aiuto di Gramsci.

L’analisi di Umberto Franchi

I dati sullo stato sociale emanati dall’Istat ci dicono che la povertà assoluta in Italia negli ultimi due anni è triplicata con quasi 6 milioni di persone senza cibo a sufficienza (quasi il 10% della popolazione) e  la povertà relativa a oltre 9 milioni di persone. Con l’inflazione al 9 per cento, con i prezzi di alimentari e le tariffe (gas, luce, telefono, acqua) che raddoppiano, i poveri sono destinati ad aumentare. Solo per generi alimentari una famiglia di tre persone dovrà spendere 2.600 euro in più all’anno.

Se esaminiamo più approfonditamente questa realtà, a quelli della mia generazione, viene un senso di angoscia e smarrimento perché ci rendiamo conto che dopo anni di lotte – anche con conquiste entusiasmanti, realizzate soprattutto nel periodo chiamato “68” ma durato almeno 15 anni nel secolo scorso – oggi la realtà sociale, economica, ambientale, civile, di costume, culturale e istituzionale  è entrata in una fase di regressione, sia individuale che collettiva come mai era avvenuto in precedenza: senza più avere certezze di cambiamenti per un futuro socialmente sopportabile ma che al contrario mette a rischio la vita stessa sul nostro pianeta.

Credo che chi, come il sottoscritto, ha lottato una vita nella CGIL e militato nel PCI,  in altri partiti di sinistra, in associazioni e movimenti sia stanco di tutto quello che è avvenuto in Italia negli ultimi 30 anni (e continua ad avvenire) senza più   nessuna   voglia di ripercorrere vecchie  strade perdenti.

Sì, sono :

  • stanco di vedere la forbice delle disuguaglianze tra poveri e ricchi che si sta ampliando  a dismisura, con la speculazione finanziaria che succhia “i ventri dei poveri” mentre i politici e i manager italiani sono fra i più pagati del mondo…
  • stanco di vedere in Italia i manager pubblici e privati ricevere mensilmente anche 500 volte quello che percepisce un operaio , e con una casta di privilegiati  formata  da un 10% della popolazione, che possiede circa  il 55% di tutta la ricchezza presente in Italia mentre il 20% della popolazione ha solo lo 0,50%
  • stanco di vedere il banchiere Draghi che non blocca tariffe, bollette e prezzi (in pochi mesi tutto è raddoppiato) e contemporaneamente sostiene di avere aiutato i pensionati anticipando di tre mesi a partire dal prossimo ottobre 30 euro lordi mensili (20 euro netti) dando ai lavoratori dipendenti con meno di 35.000 euro l’anno (con decontribuzione dell’1,8%) una elemosina
  • stanco di chi dice di voler fermare la catastrofe del cambiamento climatico in corso attraverso l’energia atomica e i rigassificatori, sapendo che così non verrà mai cambiata la realtà;
  • stanco di chi dice di voler cambiare tutto, sostenendo di essere ambientalista e di sinistra ma dopo si allea con il PD… per non cambiare niente;
  • stanco di avere leggi elettorali che non ti permettono di scegliere i candidati, sempre più lontani dal proporzionale puro che garantirebbe la possibilità di avere una rappresentanza in cui riconoscerti, con un  sistema uninominale che regala un terzo di elettorato a chi si mette assieme indipendentemente dalle scelte politiche programmatiche anche se è in minoranza… ma nessuno ha fatto qualcosa per cambiare il “rosatellum”;
  • stanco (proprio non lo sopporto) di Letta quando dice di volere una coalizione elettorale per impedire alla destra fascista di andare al governo ma ha detto di no a un patto con M5S e così vincerà la destra;
  • stanco di un PD che fa propria “l’agenda Draghi” e la guerra per procura degli USA-Nato in Ucraina; scelte che nella sostanza vanno bene anche alla destra di Meloni, Salvini, Berlusconi: tutti con le stesse politiche economiche, sociali e internazionali  ;
  • stufo di fare attività all’interno di partiti che hanno perso identità, storia e senso della  realtà, con gruppi dirigenti che volevano cambiare il sistema capitalista, ma sono stati cambiati dal sistema capitalista;
  • stufo “di lavorare all’interno di Associazioni” che quando va bene creano movimenti con punti di vista limitati alla soluzione del problema del proprio territorio e poi muoiono se hanno risolto il loro problema.

    Non ho più voglia di rincorrere schieramenti con soggetti politici riciclati e leader che pensano di essere guru: tutti con una propria verità e che dialogano tra loro solo per cercare di ottenere il consenso dell’altro.

    Non ho più voglia di ascoltare chi parla senza  ascoltare: senza avere dubbi, senza sentire anche altre “verità”. Sono stanco di chi vende certezze e slogan, di chi trova capri espiatori, di chi libera aggressività e violenza, di chi racconta che pratica onestà e ricerca giustizia ma invece agisce e pratica la corruzione e la fregatura  del prossimo.

    Sono stanco di un  sistema politico italiano, ridotto a un teatro di contrattazioni frenetiche, “Di Prime Donne e Uomini” che non vogliono mai uscire di scena e come barattoli si spostano di qui e di là.

  • Stanco anche di cartelli elettorali con partitini, associazioni e liste civiche “alla sinistra” del PD, che continuano a presentarsi divisi (ben 3 liste elettorali) ma in realtà non riescono a coinvolgere i ceti subordinati nella lotta per costruire l’alternativa.

Allora a poco più di un mese dalle prossime elezioni politiche mi guardo attorno per cercare nuove strade ma vedo sempre i soliti marpioni, quelli che hanno dominato la scena politica da circa 30 anni.

VEDO ANCORA :

  • Il pregiudicato Berlusconi e i suoi servi che con le sue televisioni ha urlato e urla di “impedire l’avvento del   comunismo” in Italia,  di sconfiggere la corruzione, di cambiare la giustizia, di cambiare la politica economica e sociale… di volere la  società liberale… per risultare il più corrotto e corruttore di tutti coloro che lo avevano preceduto: è riuscito a farsi le leggi per non andare in galera e arricchire ulteriormente lui ed i suoi “accoliti” a danno dei poveri, a sviluppare la subcultura da “grande fratello” modificando  la società in peggio;   
  • L’urlo di Meloni all’adunata VOX della destra dpagnola, l’urlo di Salvini con “prima gli italiani” ma per salvare l’Italia vogliono l’«Autonomia Differenziata delle Regioni» affossando il Sud, vogliono ridurre le tasse ai ricchi con la Flat Tax, penalizzare i poveri creando ulteriori disuguaglianze, chiudere i porti e rendere clandestini migliaia di migranti, adoperare le ruspe non contro le ville abusive in riva ai mari (che anzi verranno condonate e cresceranno con la cementificazione) ma contro i migranti e gli zingari, cambiare la Costituzione e fare la Repubblica Presidenziale;
  • Renzi sembrava voler cambiare tutto (l’Italia e l’Europa) finendo invece a fare le stesse scelte liberiste dei governi berlusconiani, abolendo pure l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, cosa che non era riuscita a Berlusconi. E oggi Renzi è in buona compagnia con Calenda.
  • Letta parla come un timoniere a cui è sfuggito il timone di mano. Poteva proporre un accordo tecnico nei collegi uninominali fra tutte le forze che si riconoscono nella difesa della Costituzione, creando un’alleanza elettorale finalizzata a impedire la presa del potere alla destra ma allora perché aprioristicamente ha detto di no a un’alleanza con M5S, rinunciando a circa il 12% dei suoi voti?  

In questa realtà mi verrebbe da urlare un grande “Vaffa… ” o dire «una grande risata vi seppellirà tutti».

Rifletto e mi dico: no, anche se sei stanco sai che comunque non ti puoi fermare perché la coscienza ti dice che devi affrontare comunque la realtà, con una prospettiva politica e sociale  difficilissima. Cerca di reagire.

In Italia siamo in presenza di una realtà  socialmente potenzialmente esplosiva ma allora perché non esplode? perché  si vive  una situazione quasi di letargia totale? Credo la causa stia nel martellamento ideologico avvenuto in tutti questi anni e che prosegue imperterrito. Quasi tutti i mass media continuano nella vecchia litania, già ascoltata per oltre 30 anni.

Dicono:

  • Bisogna tagliare le tasse alle imprese e ai ricchi: le hanno già ridotte di molto portando le aliquote da 32 a solo 4, ma a lor signori  non va ancora bene e vogliono una flat tax  al 15 o 23% con la speranza (sic) che i ricchi dopo facciano investimenti creando occupazione;
  • i sindacati, pur indeboliti, hanno ancora troppo potere;
  • i lavoratori con contratti a tempo indeterminato sono privilegiati;
  • i migranti rubano il lavoro agli italiani;
  • il reddito di cittadinanza va rimodulato o cancellato contro i vagabondi che non vogliono lavorare (con paghe di fame e da precari);
  • la riforma Fornero è giusta perché c’è il “buco” nelle finanze dello Stato e i pensionati rubano il futuro ai giovani andando in pensione troppo presto;
  • la sanità pubblica è insostenibile;
  • gli ammortizzatori sociali (compreso il RDC) alimentano il parassitismo dei disoccupati;
  • lo Stato non deve gestire le imprese; aziende pubbliche e beni comuni vanno privatizzati.
  • …eccetera

Questo continuo martellamento ideologico, effettuato da Confindustria, economisti ben pagati, mass-media è sostanzialmente condiviso dalle forze politiche di centro-destra e di centro-sinistra: è servito per “controriforme” che hanno tolto la centralità del lavoro e messo al centro “libero mercato” (e speculazione) nella globalizzazione mondiale, spostando immense ricchezze dai ceti medio bassi ai più ricchi, con il 10% di popolazione che detiene il 55% di tutta la ricchezza presente nel nostro Paese mentre il proletariato e i ceti medi si sono fortemente impoveriti.

Così in Italia abbiamo l’assoluta libertà dei mercati, i quali condizionano le scelte dello Stato, sempre  più in balia della speculazione, con aziende energetiche che triplicano i profitti, senza nessun limite ai prezzi, nemmeno da parte del “governo dei migliori”.

Inoltre siamo in presenza di una regressione culturale, con parte dei ceti subordinati che scelgono di votare i partiti di Destra attratti dagli slogan contro i migranti, senza più speranza di risolvere i problemi con la lotta, creando rassegnazione e sfiducia; e con l’unica forma di protesta dei ceti subordinati:quella di non votare !

Ma come è possibile  uscire da questa realtà che oggi porta smarrimento e disperazione?

Penso ad Antonio Gramsci quando dal carcere sosteneva: «anche quando tutto appare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio… Sono pessimista nell’intelligenza ma ottimista nella volontà».

Ed allora quando rivedo il vecchio Caimano invadere le TV e riproporsi come “il salvatore della Patria”, la mia stanchezza sparisce e si tramuta in rabbia…

Quando Berlusconi, Meloni e Salvini promettono la flat tax (a favore dei ricchi e contro i ceti medio-bassi, che non risparmiano niente e dovranno pagarsi anche sanità e stato sociale) inorridisco….

Quando la destra dice di volere l’autonomia differenziata delle Regioni, la prospettiva di una modifica costituzionale per permettere la Repubblica Presidenziale, il peggioramento della riforma della giustizia Cartabia (con i poveri cristi in galera e i criminali ricchi liberi e al comando del Paese), i porti chiusi ai migranti, i diritti dei più deboli lesi mi convinco che non si può stare fermi… .

Sicuramente è il momento di contrastare con forza la prospettiva di una deriva fascista in Italia ma l’alternativa è «il meno peggio»? ovvero l’agenda Draghi sposata dal PD  che di fatto propone le stesse cose volute dalla Confindustria di Bonomi ?

Ancora mi viene in aiuto Gramsci quando scriveva: «Un male è sempre minore di un altro susseguente possibile maggiore. Ogni male diventa minore di fronte ad un altro che si presenta maggiore, e così all’infinito…  Ma la forma del male minore, del meno peggio, non è altro che la forma che assume il processo di adattamento storicamente regressivo, decidendo di capitolare a piccoli passi alla volta».

In questa realtà decido che andrò a votare e voterò per “Unione Popolare” !

Certo, ci vorrebbe un grande Partito Comunista che, come dicevamo una volta, «viene da lontano per andare lontano»: invece non esiste e la realtà anche alla sinistra del PD è penosa, con la divisione molecolare che continua.

Eppure credo sia possibile “cambiare registro” perchè c’è un pezzo di popolo che non va a votare o che non vota la destra, che sente con angoscia la realtà del lavoro  e dell’economia, che non è d’accordo con l’invio delle armi nella guerra in Ucraina e con il razzismo strisciante.

L’istituto Eures ci dice che in Italia ogni giorno una persona si toglie la vita per problemi economici, con molte  persone che cadono nella disperazione perché precari o per un lavoro (difficile da ritrovare soprattutto se hanno oltre i 50 anni).

Dobbiamo domandarci:  ma oggi il problema fondamentale è  veramente la centralità delle urne alle prossime elezioni?

Non è forse vero che il risultato è già sostanzialmente scritto e al massimo la sinistra di alternativa potrebbe continuare a fare testimonianza? Non è forse vero che senza le lotte è impossibile incidere nel profondo della realtà economica e sociale?

Molti sostengono che bisogna avere paura perché in Italia sta covando una grande protesta sociale che potrebbe esplodere quando meno te lo aspetti. Io invece credo che non bisogna avere paura e la protesta sociale dobbiamo alimentarla e farla scoppiare, governarla e guidarla.

La vera questione sociale in Italia non sarà risolta nè modificata con le elezioni, chiunque le vinca.

In questo contesto sono soprattutto i giovani nelle scuole che devono impegnarsi per cambiare la realtà. Il 22 febbraio ero a un convegno su «il sistema pensionistico e le bufale dette per affossarlo» con gli studenti del liceo Montanari” di Verona: ho visto grande interesse e partecipazione di docenti e studenti, che restano soggetti nevralgici per il futuro .

Nella realtà odierna sono gli studenti con chi si muove alla sinistra del PD che debbono cercare di costruire e sviluppare movimenti di lotta: sulla redistribuzione dei redditi incrementando fortemente salari e pensioni; sulla richiesta di forti investimenti pubblici e privati a partire dal risanamento dei territori; sulla riconquista della scala mobile e dei diritti del lavoro a partire dall’articolo 18; sulla contrattazione per  definire modelli di conversione economica e prevenzione ambientale, compatibile con la sicurezza di chi lavora; sulla necessità di ridurre fortemente l’orario di lavoro a parità di salario; su una tassa patrimoniale ai ricchi; su un vero reddito di cittadinanza e la cancellazione sia della “riforma Fornero” che della “Buona Scuola” con la formazione al lavoro che serve solo ai padroni…

Penso che anche un buon risultato della lista “Unione Popolare” pur avendo importanza non sia sufficiente. Ribadisco che le energie maggiori (la sinistra politica e sociale che resiste, gli intellettuali impegnati per il cambiamento) devono spendersi per riprendere le lotte a livello di fabbrica, scuole, territorio. Solo nella costruzione di un nuovo fronte di lotte dal basso, con  un nuovo movimento di classe è possibile sia costruire il partito della sinistra alternativa sia – e soprattutto – mutare il quadro sociale, economico, culturale, civile e politico.

Oggi solo “piccole tribù” lottano e danzano intorno al fuoco della ragione. Su questo tema devono  ragionare anche i gruppi dirigenti della CGIL con il suo Congresso che inizia ad  ottobre. Anche la CGIL di Landini deve uscire dal solito tran tran e cimentarsi nelle lotte, dando speranze a chi (tanti ancora) milita nel sindacato e nella sinistra.

Le vignette – scelte dalla “bottega” – sono di Mauro Biani.

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

6 commenti

  • Riceviamo queste riflessioni sul voto
    Imagine di John Lennon – Perché non immaginare ?
    di Giuseppe Bruzzone
    Tra poco, qui in Italia, ove sono nato e risiedo, una parte del mondo, ci saranno le elezioni politiche. C’ è la consapevolezza del periodo storico che viviamo come abitanti della Terra, casa comune con tutti gli altri Paesi con altre storie, lingue, abitudini, ma con le stesse esigenze di base ? In termini fisici : mangiare per vivere, eliminando il superfluo solido e liquido prodotto dal nostro corpo, fare sesso con più o meno amore per avere figli con le altre abitanti della stessa, le donne, che solo loro sono in grado di metterli al mondo. Così avviene anche in Natura, vicino a noi, con altri animali, per la continuità della vita, cui tutti partecipiamo, dai batteri infinitamente piccoli ai mastodontici elefanti o balene. La Storia ci dice che , comunque, nella sua evoluzione legata alla geografia, alla presenza dei mari o dei monti, di un certo clima, il suo svolgersi non è stato uguale per tutti. Nè avrebbe potuto accadere diversamente. Ma siamo abitanti umani , uomini e donne di questa casa comune e dovremmo capirlo anche nei riguardi di altri popoli lontani dal nostro modo di vivere, di cui magari rubiamo le ricchezze minerarie o naturali, uccidendo chi di loro si oppone a questo, per grette ragioni di vario tipo. Ma siamo approdati al 2022, all’ oggi, dopo tante vicende di dolore, occasioni di benessere apparente, per molti di noi, e meno per tanti altri. 2022 in cui le stesse istituzioni pubbliche parlano, per la prima volta ufficialmente, di possibili guerre nucleari tra uno o più Stati, senza dire che queste coinvolgerebbero anche tutti gli altri non in guerra ! Situazione di irreale “horror” che almeno viene contrastata da una legge, sia pure valida, solo per chi l’ ha firmata e ratificata : il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari -TPAN-. Il nostro Paese non l’ ha firmato per una politica che parla di guerra (nucleare !) e non di Pace, in contrasto con lo spirito costituzionale e la realtà delle cose. Si tenga conto che le stesse potenze nucleari, in altri momenti, hanno ammesso che una tale guerra non avrebbe vincitori e allora perché non sedersi ad un tavolo e iniziare a parlarne, considerato le enormi spese in gioco che potrebbero essere dirottate al benessere dei propri cittadini nella risoluzione dei tanti problemi esistenti ? E gli stessi cittadini non si potrebbe immaginarli impegnati in una rivolta “morale”a questi fatti, e magari anche “politica”, ritirando il loro mandato ai governanti, perché nessuno possa attivare percorsi di guerra ? Sentirsi padrone dei propri atti, della propria vita e insieme ad altri cittadini e cittadine operare scelte di vita migliore per l’ insieme ? Risolvere i problemi, o quantomeno, mitigare le cause dei ghiacciai che si sciolgono in montagna o al mare, la desertificazione in tante parti del mondo che contribuisce alla migrazione di tanti contadini e allevatori costringendoli alle “crociere”nel nostro mare, affrontare i problemi sanitari di un virus che ha interessato in misura maggiore o minore tutti i Paesi ?Mancherebbero, forse, i problemi sociali di ciascuno di questi ? Non si potrebbe immaginare uno Stato Uomo – Donna che ubbidisce alla legge del “non” uccidere al di fuori di esso, come si verifica all’ interno ?Ciascuno diventare responsabile della propria violenza, senza delega ad altri? D’ altronde la Vita che ci appartiene come la Morte, non è “nostra” ? Dobbiamo accettare, ad esempio, i casi Khashoggi e Regeni dopo quello che è avvenuto solo perché “politicamente” sono altri i temi che ci interessano? E’ morale ? Direi di no, immaginando che lo Stato è fatto dai singoli cittadini che però danno mandato ad altri di compiere determinate scelte compreso quella “democratica” di fare una guerra che ci distrugge( e poi non siamo stufi di guerre dopo guerre ! ), comprese quelle che costringono migranti alle crociere nel Mediterraneo?
    Sicuramente si potrebbe immaginare tante altre cose….
    Giuseppe Bruzzone obiettore di coscienza 66/68 Milano 11 agosto 2022

  • CLAUDIO MAZZOLANI

    Essendo contro il voto e le deleghe in generale, la storia mi dà ragione, il mantra di “votare il meno peggio” non ha senso, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ci aggiungo che voterei personaggi che non conosco o che conosco e che non voterei mai manco sotto tortura. Rammento inoltre che nell’ultima legislatura 300 parlamentari hanno cambiato casacca. Se voto a sx e poi chi viene eletto va a dx?
    No, grazie, non andrò. Non c’è più politica e dove non c’è politica non c’è speranza e uno vale l’altro.
    Vado al bar a discutere così mi sembra di fare politica.

    NB. non sarei andato in ogni caso, vado solo, se trovo la tessera elettorale, per referendum seri. Ma anche qui se andiamo a vedere bene non è che stiamo meglio.
    Ora qualcuno ha promesso un ritorno al nucleare, ma a quale titolo?

  • CLAUDIO MAZZOLANI

    Dimenticavo.
    OTTIMO ARTICOLO.

  • Caro Claudio Mazzolani,
    a parte la simpatia per il tuo stato d’animo mi permetto di ricordarti che chi si oppone veramente non lascia incustodito mai spazio alcuno al nemico (che mi concedo di chiamare: nemico di classe). Anche il più piccolo e insignificante. Quale potrebbe essere una elezione, che il cretinismo parlamentare imperante si ostina a suggerire che servirebbe a cambiare: magari poco, ma servirebbe.
    In realtà si tratta di un terreno di scontro nel quale è possibile che la nostra debole voce finisca per arrivare a qualceh orecchia attenta. Una sola? è già molto…
    Un comunista non lascia sguarnita alcuna posizione. Ma soprattutto non smette mai di dire in faccia al nemico di classe quel che la storia tarda a realizzare. Che la sua classe è arrivata al capolinea. Che si tratta solo di questione di tempo (a volte la astoria sa essere lenta) e finalmente tutti i nodi dell’oppressione e dello sfruttamento verranno al pettine.
    C’è molta confusione sotto il cielo, sosteneva il buon Mao. Concludendo: perciò la situazione è eccellente.
    Il capitalismo si è cacciato in un vicolo cieco. Il meccanismo dell’accumulazione inceppato, il prestigio dei suoi uomini ridotto allo zero. Da ciò intensificazione dello sfruttamento e guerre. Potrebbe anche essere, ,anzi ne sono sciuro, che a furia di andare troppo spesso al lardo la gatta ci lasci lo zampino.

  • Gian Marco Martignoni

    Nel 2008 non firmai l’appello per la lista dell’Arcobaleno ( anche se poi nell’urna la votai ) perchè era chiaro come il solito ceto politico mirava esclusivamente alla sua auto-riproduzione. Da quella data, a partire dalla divisione di Rifondazione Comunista, che generò anche l’inconcludente SEL del retore N.Vendola , le cose sono solo peggiorate Anche il superamento del quorum della Altra Europa per Tsipras nel 2014 non ha prodotto alcun processo di ricomposizione della sinistra alternativa, a fronte dell’azzeramento, a differenza della Francia o della Spagna, di qualsiasi mobilitazione sociale .Pertanto, è difficile concedere un minimo di credibilità ad un ceto politico autoreferenziale e sordo a qualsiasi ripensamento su come affrontare seriamente le questioni che incombono sul futuro delle classi popolari. Soprattutto a formazioni politiche evanescenti, che nel tempo sono state abbandonate dalla maggioranza dei loro militanti. Non vorrei essere nei panni di quanti sono in questi giorni impegnati nella raccolta delle firme per Unione Popolare, che per l’inciso è l’ennesima lista elettorale senza alcuna seria prospettiva politica .Infine, a proposito della Cgil, consiglierei a Umberto Franchi di leggere l’intervento su Il Manifesto del 9 .m a firma G.Botti e M.Brotini ” Per noi esiste l’agenda sociale della Cgil “, stante che non mi ritrovo nel suo incedere decisamente recriminatorio.

  • domenico stimolo

    L’articolo è bello e bene argomentato. E’ lungo, però…… Se fosse stato pronunziato in un incontro sindacale, ( della Cgil) in molti, lungo la “strada” delle parole, si sarebbero affollati/e davanti alle macchine per il caffè.
    A Mazzolani:
    il 25 settembre si “gioca” un appuntamento fondamentale riferito alla recente storia italica, quella uscita dal 25 Aprile.
    Le destre, approfittando dell’ “ onda lunga” del disfacimento del grande contenitore denominato “ Pensiero e Opere della Sinistra”, e poi, del “ Movimento 5 Stelle”, e quindi dei tanti voti lasciati liberi di vagare -. specchio della disgregazione democratica in Italia – vogliono sovvertire il nostro “ bilanciamento” nazionale.
    Lanciano, quindi, il grido della Loro battaglia: presidenzialismo, riempimento dei forzieri dei ricchi e dei ceti forti ( evasori fiscali storici) a danno dei lavoratori dipendenti e pensionati, blocco navale e nuovo razzismo, e diniego, certamente, dei Valori della Lotta di Liberazione.
    Votare è un vincolo democratico!
    Chi di buona fattura, nel pensiero e nelle azioni, l’8 settembre del 43, non si arrese…andò in montagna, contribuendo in maniera significativa alla costruzione e della nuova Italia.

    Contribuisce a riflettere:
    ” Su in collina”

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