Cadono dal cielo?

notizie sparite e sparate su migrazioni, intercultura, razzismi, identità, meticciati e altro

I – Di che razza sono i numeri?

L’uso in questa rubrica dei numeri romani è sarcasmo verso chi vorrebbe liberarci della multiculturalità e dunque anche dei numeri arabi, di parole, di cibi – come arance e albicocche – o delle basi per la moderna astronomia.

 

II – Attenti al gol(rilla)

Ci eravamo lasciati – con questa rubrica – poco prima degli Europei di calcio. Capitò che Mario Balotelli (nota cromatica per disinformati: è un giocatore non abbastanza bianchiccio) giocasse bene. «La gazzetta dello sport» ne celebrò le gesta raffigurandolo come il King Kong dell’omonimo film per poi scusarsi. Razzisti loro? Figuriamoci, solo idioti.

 

III – Mario e Mario

Però visto che Mario B. gioca bene sembra il momento di chiedere al governo (Mario M.) la legge di cittadinanza per i figli di immigrati. Un po’ assurdo – che dipenda dai gol di un singolo – ma se l’intenzione è buona…. passiamola. Però subito Gianfranco Fini, che pure è a favore, dice: se non per questa legislatura sarà per la prossima. Già sentita vero? E infatti la legge sull cittadinanza neanche va in discussione.

 

IV – Colpa di amigdala?

Un bell’articolo di Massimo Piattelli Palmarini (su «Corriere della sera» del XXVII giugno) commenta una ricerca uscita negli Usa sulle «cause subconscie dell’intolleranza». Se abbiamo «paura del diverso» la responsabilità sarebbe dell’«area cerebrale sotto-corticale che si attiva per prima, chiamata amigdala, specializzata in emozioni di carattere negativo». Ma la scienza non fornisce alibi ai razzisti: altre aree del cervello infatti possono dominare o modificare «le reazioni negative subconsce»… se le attiviamo. In clima di calcio, Piattelli Palmarini (che è uno studioso di scienze cognitive) si lascia andare nel finale a un bell’«uniamoci contro il razzismo, magari nei tempi supplementari. Abbasso l’amigdala, viva i centri corticali superiori».

 

V – L’altra barca

A inizio luglio, per venti giorni, la «Boats4people» (quel 4 indica un «per») cioè una «carovana antirazzista galleggiante» ha girato fra Italia e Africa per ricordare che i migranti hanno diritti. Una idea nata al meeting di Cecina, promosso dall’Arci. Il tentativo di ragionare fuori dall’emergenza (presunta) e dalle tragedie (vere) di quelle altre barche che arrivano portando migranti ma anche profughi.

 

VI – Se il pomodoro è giusto

Su «Repubblica» (del V luglio) un paginone per parlare di raccolti, caporali e schiavi. Lo firma Carlo Petrini (il fondatore di Slow Food suppongo, anche se non è specificato) per ricordare che ben poco è cambiato nelle campagne dopo la «rivolta» di Rosarno e la protesta di Nardò. La legge contro il caporalato è stata approvata solo in parte – scrive Petrini – e comunque è ambigua. «Bisogna boicottare» le merci prodotte in semi-schiavitù e «premiare chi lavora in modo trasparente». O almeno, conclude l’articolo, così dovrebbe esigere «chi non vuole diventare complice di questa vergogna italiana».

 

VII – Schiavi invisibili

Due giorni dopo «Repubblica» torna sulla denuncia di Petrini (cfr notizia precedente) con due pagine di Vladimiro Polchi per raccontare della legge – in realtà un decreto – contro il caporalato (che non piace al Pdl) e per documentare – sulla base del XVII rapporto dell’Ismu (Fondazione studi sulla multietnicità) – che nei campi italiani lavorano oltre 400mila invisibili e dunque quasi schiavizzati.

 

VIII – Le solite barche

Come aveva ricordato «l’altra barca» (vedi sopra) migranti e/o profughi che arrivano via mare muoiono a volte per mancanza di soccorsi. I giornali dell’XI luglio danno notizia di cinquantaquattro persone, probabilmente libiche, crepate di sete e di stenti. Stavolta la colpa è soprattutto del vento sfavorevole ma solo pochi giornalisti ricordano che l’Italia, per gli accordi con la Libia, è stata condannata (in febbraio) dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo.

 

IX – Degenerati

Grazie a un articolo del «Corriere della sera» (XI luglio) il comando generale dei Carabinieri fa marcia indietro e corregge una dispensa di esame – per essere promossi a maresciallo aiutante – dove i gay erano definiti «degenerati». Bene la rettifica ma è possibile che i carabinieri (o quantomeno i loro vertici) non sappiano che da decenni l’Organizzazione mondiale della sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco di malattie e disturbi?

 

X – Schiavitù vuol dire…

Nel commentare «equivoci e speranze» del decreto sul caporalato, in esperto come Enrico Pugliese scrive («il manifesto», XIV luglio) che resta difficile denunciare sfruttatori e caporali perché i migranti avrebbero diritto alla protezione solo se sono ridotti in condizioni di schiavitù. Ma «super-sfruttamento, lavorare sotto la calura estiva senza acqua potabile, abitare in casupole abbandonate» non vengono considerate una condizione schiavistica.

 

XI – La Germania ci bacchetta

Buffo ma anche impressionante il meccanismo delle frasi ripetute a oltranza. Se il XV luglio il signor Tizio avesse detto «ho letto su Repubblica che la Germania critica l’Italia» il signor Caio o la signora Sempronia quasi certamente avrebbero detto «per il debito vero? O per gli sprechi». Invece i tribunali tedeschi hanno (ed è la sesta volta) bloccato il rinvio di alcuni profughi in Italia perché il diritto d’asilo non viene garantito e c’è il rischio di «trattamenti inumani e mortificanti». Voi lo sapevate?

 

XII – Qualche buona notizia…

c’è sempre, anche se di rado i media si appassionano. A esempio (sempre «Repubblica» e sempre il XV luglio) fa sapere che a Perugia 50 famiglie di 10 Paesi diversi si tirano su le case in auto-costruzione. Il giorno dopo un’altra “buonina”, ancora su «Repubblica» ma viene da Berlino: «il condominio dei rom non spaventa i vicini».

 

XIII – Di cattive notizie invece…

ce n’è a iosa. Per esempio questa che arriva intorno al XX luglio: in alcuni Comuni della Calabria (i più famosi sono Riace e Caulonia) il buon modello di integrazione dei richiedenti asilo sarà “ucciso” dai tagli della Protezione civile e i sindaci protestano in piazza. Oppure, pochi giorni dopo, si apprende che anche in Piemonte (per l’esattezza vicino a Tortona) la raccolta dei pomodori è organizzata in modo schiavistico. O ancora che il governo sopprime – la famosa spending review – il Comitato minori stranieri: in concreto significa che nessuno si preoccuperà più di loro (come prevedono gli accordi internazionali firmati dall’Italia oltre che buon senso e giustizia) e che nei Cie vengono messi con gli adulti. Notizie pessime anche da altri Paesi: la Grecia per esempio accompagna i raid dei neonazisti contro gli immigrati ai “regolari” rastrellamenti di polizia; o la Spagna che vuol togliere ai non comunitari il diritto all’assistenza medica (se ricordate tentò di farlo anche l’Italia ma i medici si opposero). E anche Hollande, proseguendo sul cammino di Sarkozy, sembra disconoscere i diritti dei rom – cittadini europei visto che, nel caso in questione (a Lione) sono nati in Bulgaria o Romania – ma la protesta della società civile blocca le espulsioni.

 

XIV – Diritto allo studio? Dipende

Viva le para-Olimpiadi certo (pagine su Pastorius o altri casi eccezionali) ma poi, almeno in Italia, le tante e brutte facce del razzismo colpiscono i disabili con lo stesso cinismo che si usa verso gli immigrati. E’ la storia di Rosanna («Repubblica», IX agosto) che vive su una sedia a rotelle e per questo vede rifiutata la sua iscrizione – nonostante gli ottimi voti – da molte università; pare che corti troppo rendere accessibili le aule che infatti… sono fuorilegge.

 

XV – Diritto al pub? Dipende

Magari in una lista dei diritti quello a passare la sera in allegria non è il principale però… se i più ballano (anche in tempo di crisi) perché Z non può farlo a Palermo? A quanto pare la sua colpa è di essere gay – racconta «Il fatto», l’XI agosto – e per questo viene aggredito. Solo sui giornali romagnoli invece era rintracciabile (XXV agosto) la notizia di quattro operai senegalesi allontanati dai buttafuori «perché neri» da un locale del Marano a Riccione.

 

XVI – Diritto alle nozze? E al fresco? Dipende

Ed ecco il razzismo-sessismo dentro le comunità di immigrati, con due casi gravi in agosto. Un padre marocchino a Brescello prende a calci e pugni la figlia che non accetta il velo e le nozze combinate. Un marito egiziano a Porto Empedocle picchia la moglie incinta, “colpevole” di essersi tolta il velo nonostante il caldo soffocante.

 

XVII – Diritto al conoscere? Dipende

Che in Italia l’ignoranza cresca è purtroppo un fatto; qualcuna/o se ne dispiace. Che nei confronti degli immigrati invece sparar balle sia considerato normale dimostra che cresce anche il pregiudizio: su «Repubblica» del III settembre si dà conto di uno studio (della fondazione Leone Moressa): nel rispondere a una decina di domande facilotte sugli immigrati la maggioranza degli indigeni va per farfalle.

 

XVIII – Cadono

I giornali torinesi raccontano (il VI settembre) di un «clandestino» che a Moncalieri è caduto sull’asfalto dal cassone di un Tir, forse dopo aver viaggiato, per centinaia di chilometri, nascosto sotto il rimorchio. Pochi giorni dopo a Londra un essere umano, anche lui subito definito «clandestino» cade dal cielo: pare che si fosse nascosto nel carrello di un aereo.

 

XIX – Sia celebrato il boia

Un museo per Rodolfo Graziani ad Affile; fra l’altro con denaro (molto) pubblico. Ci pensate se in Germania facessero un museo a Goering? Succederebbe il finimondo. Beh, Graziani era un criminale come e forse peggio di Goering. E se non lo sapete forse è anche colpa vostra.

 

10 – Finchè c’è lei…

la Costituzione, qualche speranza c’è – anche in questi brutti tempi – ma bisogna difenderla e applicarla. A partire dall’articolo 10 (numeri arabi sì).

SOLITA NOTA

Notizie sparite, notizie sparate. Certezze, mezze verità, bufale, voci. Questa mia rubrica – pensata per la rivista «Come» – prova a recuperare e/o commentare quel che i media tacciono e/o pompano (oppure rendono incomprensibile, con il semplice quanto antico trucco di de-contestualizzarlo) su migranti, razzismi, meticciato, intercultura e dintorni.(db)

 

Redazione
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