El Salvador: il miraggio dell’acqua come diritto umano fondamentale

di David Lifodi

I conflitti per l’acqua, in El Salvador, vanno di pari passo con la mancanza di leggi che regolino l’accesso all’oro blu. Il diritto a godere delle risorse idriche non è sancito nemmeno dalla Costituzione. Lo scorso 30 ottobre il governo aveva provato a far passare una riforma dell’articolo 69 della carta costituzionale, che avrebbe consentito di inserire l’acqua come un diritto umano fondamentale per l’alimentazione. A mandare tutto a rotoli è stata la ferma opposizione dei deputati della destra: il loro voto contrario ha impedito che l’Assemblea Legislativa ratificasse il progetto di legge.

Eppure per la riforma dell’articolo 69 sembrava quasi fatta, ma in El Salvador la legge stabilisce che le riforme costituzionali debbano essere approvate nel corso di una legislatura, ma che siano ratificate con 2/3 dei voti in quella successiva, che termina a maggio 2015. Nell’aprile 2012 avevano votato a favore della riforma 81 deputati su 84, ma al momento della ratifica, che necessitava almeno di 56 voti, l’opposizione delle destre, Partido de Conciliación Nacional e Alianza Republicana Nacionalista (Arena, il partito di estrema destra che ha governato il paese fino al doppio successo elettorale del Frente Farabundo Martì para la Liberación Nacional), si è espressa in maniera negativa. La riforma stabiliva che fosse obbligo dello Stato prendersi cura delle risorse idriche e che l’accesso all’acqua divenisse una priorità nell’interesse della popolazione. Questo era ciò che si augurava il Foro de Agua, che riunisce centinaia di organizzazioni sociali in tutto il paese. Attualmente, le risorse idriche sono gestite dall’Administración Nacional de Acueductos y Alcantarillados, un ente statale autonomo che però non ha facoltà di decidere a chi spetta l’acqua, soprattutto quando c’è una crisi idrica o nel caso di conflitti ambientali. Spesso la lotta per l’acqua crea guerre tra poveri, per la gioia interessata delle destre e dei loro deputati che, denuncia il Foro del Agua, hanno votato contro l’inserimento dell’oro blu nella Costituzione come diritto inalienabile perché proteggono gli interessi delle grandi municipalizzate e dei gruppi di potere transnazionali. Ad esempio, nel municipio di Sociedad (nel dipartimento orientale di Morazán) gli abitanti di Los Amayas, el Carrizal e El Centro sono in disputa con quelli di Las Cruces per l’accesso all’acqua. Tutto ciò non succederebbe  se fosse la Costituzione a sancire il diritto all’acqua per tutta la popolazione come una priorità. Il governo efemelista era riuscito a creare un nuovo ente regolatore del servizio idrico, la Comisión Nacional del Agua (Conagua), ma ancora una volta le destre, Partido de Conciliación Nacional, Arena e Gran Alianza Nacional, hanno imposto che Conagua fose messa sotto il controllo di un organismo costituito da sindacati filo-padronali. Gli ultimi dati segnalano che nelle città il 93,5% degli abitanti ha garantito l’accesso all’acqua, ma questa percentuale scende a sotto il 70% nelle aree rurali del paese, dove il principale mezzo di rifornimento idrico sono i pozzi. Non è la prima volta che in El Salvador si cerca di rendere l’oro blu accessibile a tutta la popolazione. Nel marzo 2012 il Ministerio de Medio Ambiente y Recursos Naturales presentò una bozza di progetto di legge che anticipava i contenuti della Ley General de Agua e prevedeva la presenza del Consejo Nacional del Agua come ente regolatore, ma non si andò oltre alla discussione di alcuni articoli, e lo stesso era avvenuto nel 2006, quando una proposta di Ley General de Aguas proveniente dai movimenti sociali rimase lettera morta. Il Frente Nacional contra la Minería denuncia che El Salvador è il secondo paese del continente, dopo Haiti, nella poco invidiabile classifica relativa alla scarsità di acqua. Il bisogno di acqua in Centroamerica è tale che in passato tra El Salvador e Guatemala è sorto un incidente diplomatico sul Lago de Guija, che si trova alla frontiera tra i due paesi e, in gran parte, si trova sotto la giurisdizione salvadoreña. Nella conca del lago la maggiore attività è quella della pesca artigianale, almeno fin quando non è stata costruita una centrale idroelettrica che raggiungeva il fiume Lempa dal Lago de Guija. L’estrazione mineraria alla frontiera, operata dall’impresa transnazionale Goldcorp e dalla diga, ha fortemente danneggiato le attività di sussistenza legate alla pesca e all’agricoltura delle comunità che abitano nella zona del lago. Il progetto minerario di Cerro Blanco, voluto dal Guatemala, pare che sia responsabile dell’inquinamento dell’acqua, dovuto alla presenza di arsenico. Attualmente El Salvador e Guatemala hanno deciso di dar vita ad una commissione binazionale in grado di realizzare studi scientifici sui rischi prodotti dall’estrazione mineraria nella zona di frontiera tra i due paesi, ma è evidente che da entrambe le parti del confine, l’inquinamento dell’acqua, che già scarseggia, sia dovuto alla costruzione delle miniere a cielo aperto. Il resto lo fanno le centrali idroelettriche, che per funzionare sprecano una gran quantità di acqua. Purtroppo l’industria mineraria, denuncia la Mesa frente a la Minería Metálica di El Salvador, incide profondamente sulla vita delle persone, oltre a creare conflitti tra le stesse comunità. Ad esempio, nel caso della miniera El Dorado, è la stessa multinazionale che la gestisce ad asserire che necessita di 10,5 metri cubi di acqua al minuto, cioè l’equivalente del consumo di una famiglia per venti anni, evidenzia la Mesa frente a la Minería Metálica. Alla scarsità di acqua disponibile corrisponde anche il problema della contaminazione da cianuro, arsenico e acido solforico, che servono per estrarre i metalli dalla roccia e inquinano così l’ambiente, oltre a mettere a rischio la vita della popolazione che si trova a vivere nelle zone del paese soggette all’estrazione mineraria.

La Mesa frente a la Minería Metálica, al pari del Foro del Agua, invita il presidente efemelista Salvador Sánchez Cerén ad adoperarsi per una legge che riconosca l’accesso all’acqua come diritto fondamentale e proibisca l’estrazione mineraria: in campagna elettorale il presidente aveva parlato di buen vivir e di un ambiente libero dall’inquinamento, ma in El Salvador continuano a prevalere le multinazionali, e la mancanza di una maggioranza efemelista significativa al Congresso permette alle destre di avere gioco facile nel bloccare i progetti che ritengono pericolosi per la grande borghesia e l’elite imprenditoriale salvadoreña ed estera.

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