I love you Belgrado: “Non c’è vita in Siria…”

DSCF0586di Lepa

Riceviamo in inglese una testimonianza da parte di Lepa, delle Donne in Nero di Belgrado, e ve la proponiamo in italiano. (*)

Care amiche, cari amici,
ecco qualche breve notizia da un parco di Belgrado, nei pressi della stazione degli autobus, dove già da mesi c’è un luogo di pernottamento destinato alle persone in fuga dalla guerra, o da difficili condizioni post-belliche, e dirette in Germania.

Vogliamo ricordarvi che quest’anno sono passate attraverso la Serbia novantamila persone, da Siria, Irak, Iran, Afghanistan, Somalia, etc., dirette verso l’Ungheria, la Germania e altri Paesi. Arrivano tutte in Turchia, per poi navigare verso le isole greche, da dove raggiungono Atene e la Macedonia, fino alla Serbia e all’Ungheria.

Oggi, dopo la pioggia, c’erano circa ottanta tende e più di ottocento persone. La maggior parte di loro si trattiene per una o due notti. Sono dirette al Nord, verso i Paesi dell’Unione Europea.

Oggi sono stata lì, e per circa un’ora mi sono trattenuta con una famiglia proveniente dalla Siria, che ho incontrato per caso. Hanno sei bambini e con loro c’è la famiglia del fratello della moglie, che comprende altri cinque bambini. Il padre ha comprato i biglietti per partire domani per Subotica, una città al confine con l’Ungheria.

Stanotte dormiranno tutti quanti in questa piccola tenda arancione. Ci sono cumuli di spazzatura nel parco. La città non fa nulla per rimuoverla e quindi si dà all’opinione pubblica una cattiva impressione su questa gente!

Sono arrivata in bicicletta. I ragazzi erano felici di poter girare in bici nel parco, scambiandosi continuamente di posto. Ho girato un po’ con una o due delle ragazze. La loro madre stava continuamente al cellulare. Ho comprato qualche biscotto per i ragazzi (‘plazma’) e del cioccolato. Quando alla fine sono andata via tutta la famiglia si è riunita  sopra questo piccolo muro, e tutti mi salutavano con amore, con i ragazzi che gridavano:

aj luvyu, aj luvyu (I love you)

fino a che me ne sono andata in lacrime.

Ieri un siriano di questo parco ripeteva alla radio:

Non c’è vita in Siria, non c’è vita. Noi vogliamo la vita

In solidarietà, Lepa – Belgrado, 2015

 

(*) traduzione di Ignazio Sanna

Redazione
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