Le vere ragioni della guerra contro migranti e profughi

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Quando a Imola siamo scese/i in piazza dopo l’ennesima strage in mare, al microfono hanno parlato molte persone italiane e straniere: le storie, il dolore, la solidarietà necessaria da organizzare (e non da delegare), la critica alle istituzioni locali assenti… Tutto giusto e importante ma bisogna anche tentare un discorso “scomodo” ovvero quali sono le vere ragioni per cui l’Italia e l’Europa sono responsabili di queste stragi? Io ho provato a spiegarlo – spero in un modo semplice, comprensibile a tutte/i. Ora lo ripropongo in apertura di questo nostro dossier. (*)

Non è la normale migrazione questa. Sempre più sarà il frutto di miseria, catastrofi ecologiche e guerre.

LA MISERIA. Sono povere le persone che scappano o migrano. Ma perché sono poverissime se alcuni di questi Paesi sono ricchi? Ricca è la Nigeria, ricco l’Iraq, ricca è la Libia, ricchissimo il Congo. Eppure anche nei Paesi più ricchi dell’Africa la uomini e donne vivono, nella stragrande maggioranza, in povertà. Perché? E’ l’Occidente che porta via tutte le loro ricchezze, lasciando qualche briciola ai suoi agenti “indigeni”. Prima il colonialismo, poi le dittature “amiche”, poi gli “accordi” imposti da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, ora le guerre.

LE CATASTROFI ECOLOGICHE. Il disastro in Africa come in Asia è figlio della rapina occidentale. Per fare un esempio, non importa se in Nigeria comanda un generale o un politico eletto. In ogni caso il governo nigeriano non risponderà al suo popolo ma al vero padrone del Paese cioè alla Shell che sta distruggendo tutto per risparmiare sui costi del petrolio. Per quel che riguarda l’Italia anche noi contribuiamo alla catastrofe: in primo luogo con i vel-Eni (cioè i disastri di Eni-Agip) e con le scorie tossiche che abbiamo piazzato lì. Certo comanda la Shell che lì chiamano Hell (inferno) ma anche “il sistema Italia” dà una mano a distruggere la Nigeria.

LE GUERRE. Ci sono due tipi di guerre. Quelle recenti portate dall’Isis; ed è forse la sola circostanza in cui l’Occidente non c’entra (forse perché in realtà gli Usa hanno appoggiato, finanziato, armato – come l’Arabia Saudita, loro buon alleato – tutti i movimenti “islamisti” più crudeli… per poi combatterli). Ma ci sono guerre antiche e soprattutto nuove che l’Occidente costruisce. Armi occidentali (spesso italiane) per gli interessi dell’Occidente. Spesso la “pubblica opinione” resta all’oscuro di quel che accade, come per le guerre del coltan che in Congo hanno provocato 4 milioni di morti. L’Occidente, che io chiamo Uccidente, è per ora il padrone del mondo: le guerre iniziano o finiscono se Europa e Usa lo vogliono. Il resto sono balle.

E L’ITALIA?

Poche persone lo sanno (viviamo da tempo in un Paese a informazione monca) ma la democrazia italiana “esporta” in Africa sempre più armi, scorie radioattive e rifiuti nucleari. Lo sapeva Ilaria Alpi che seguendo questa pista a un certo punto si è imbattuta in un traffico di armi statunitensi che arrivano in Somalia via Croazia. Per questo Ilaria Alpi fu uccisa e i tribunali italiani, il Parlamento al completo e quasi tutti i giornalisti accettarono di scaricare la colpa su un somalo: un capro espiatorio che la madre di Ilaria Alpi da anni difende, tanto è sicura della sua innocenza.

I PAESI D’ORIGINE

Poco sappiamo (perché siamo ignoranti) sui Paesi dai quali arrivano i profughi e i migranti. Ma se volessimo minimamente informarci – meglio farlo sulla stampa internazionale – su ognuno dei Paesi dai quali arrivano “i disperati” scopriremmo che all’origine della loro antica e recente disperazione c’è l’Uccidente, spesso l’Italia. Altro che «aiutiamoli a casa loro»: il primo aiuto sarebbe lasciarli in pace, smetterla di derubarli, indebitarli e armarli… cercando poi quegli accordi commerciali “fra pari” c che per ora non esistono.

Esempi?

LIBIA. Avete presente Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, sotto inchiesta per i soldi che “Lega Ladrona” si è intascata? I giudici devono ancora dirci se è colpevole ma l’accusa è chiara e documentata: dentro gli infami accordi anti-migranti che l’Italia firmò con la Libia c’erano anche le tangenti leghiste.

SOMALIA. A parte il passato coloniale e le più recenti vergogne dei parà (difficile dire se fa più schifo che alcuni di loro abbiano stuprato e inneggiato al fascismo o che politici e giornalisti abbiano fatto finta di non vedere) ancora adesso nel kaos somalo arrivano armi italiane. Lo scrivono i giornalisti stranieri, quelli italiani sono quasi sempre distratti.

ERITREA. Pochi giorni fa su «Il fatto quotidiano» Michele Concina ha scritto che in una immaginaria, orribile gara per il titolo di “peggiore dittatura” l’eritreo Isaias Afewerki arriverebbe in finale con il coreano Kim Jong Un. Eppure l’Italia sostiene la dittatura eritrea in tutti i modi possibili e ne ricava lauti profitti. Lo denuncia l’Onu ma i mass media italiani (salvo un paio di eccezioni) tacciono e naturalmente tace la politica “bipartisan” che si avvia verso il Partito unico della nazione.

E così via.

Per ognuno di questi Paesi da cui scappano si potrebbero trovare le responsabilità occidentali e italiane se solo volessimo cercare. Altro che “aiuti” o “cooperazione allo sviluppo”.

Queste sono le scomode verità che non si dicono ma senza le quali non si capiscono le vere ragioni delle stragi in mare, figlie dirette della guerra dell’Uccidente.

Cosa si può fare? Cosa si deve fare?

Nell’immediato sostenere e organizzare – non a parole ma con il lavoro di ogni giorno – l’accoglienza. Ma occorre avere uno sguardo più lungo perché bisogna costruire un cambiamento radicale cioè rovesciare l’economia e la politica. La guerra non dichiarata ai profughi e ai migranti continuerà e peggiorerà… se non nascerà un grande movimento popolare in Europa che riconosca come nostri fratelli e sorelle coloro che migrano e che scappano.

Sono fratelli e sorelle per la comune umanità. Ma sono/saranno anche nostri potenziali alleati nella lotta per un altro mondo. L’Uccidente che affama l’Africa è lo stesso padrone che sta togliendo anche a noi soldi e diritti per darli ai già ricchi, all’un per cento. Quando finalmente lo capiremo allora scopriremo che migranti e profughi sono dalla nostra parte mentre l’Unione (Europea) dei banchieri è la nostra nemica. O meglio lo riscopriremo perché il primo maggio storicamente ha significato che lavoratori e lavoratrici di quasi tutto il mondo iniziavano (faticosamente certo) a unirsi, al di là della nazione o della religione, in quanto classe di sfruttati contro la classe degli sfruttatori. Si cantava «nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà». Dobbiamo ritrovare, ricostruire, riorganizzare quel primo maggio. Per tutte e tutti noi, futura umanità.

(*) Oggi la “bottega” dalle 7 in poi ospita solo post legati alla guerra (non dichiarata) dell’Occidente a migranti e profughi. Chiediamo a chi ci legge di aiutarci prossimamente ad approfondire i temi che affrontiamo oggi; anche raccontando le storie di chi viene accolto e di chi viene respinto, di chi è dalla parte dei migranti e dei profughi e per questo viene “intimidito”(esemplare la vicenda di Radio Onda D’urto a Brescia), di chi nelle istituzioni alimenta il razzismo dei fascioleghisti ma anche le voci di molte/i che si oppongono a ogni razzismo e fascismo.(db per la redazione).

La vignetta è di Mauro Biani.

 

db
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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