Quell’Italia chiacchierona e immobile e i «soggetti dell’altrimenti»

Il numero 191 del mensile «Altreconomia» (*)

 Come ogni mese vi sollecito a leggere e far leggere la rivista «Altreconomia» che in Italia è fra i pochissimi cartacei svincolati da censure, banalità e stupidità.

La copertina di marzo è dedicata alla rivendita on line dei biglietti per i grandi eventi musicali: magari ve ne frega poco, però.. è un mercato da 8 miliardi di dollari, mica noccioline.

L’editoriale di Pietro Raitano invece ci porta fra le «questioni epocali» e urgenti che dovrebbero interessare il Parlamento italiano e che invece restano lì sospese: la legge sulla cittadinanza per chi è nato in Italia può aspettare; la questione del «testamento biologico» viene sempre rimandata; per la legge sulla tortura si aspetta dal 1989 cioè da quando l’Italia ratificò la Convenzione dell’Onu. Se «la migliore politica è quella che anticipa, comprende e accompagna i cambiamenti sociali»… abbiamo una pessima politica. Obiezione: ma è stata fatta la nuova legge sulla pubblica amministrazione. Sì, però come ricorda Duccio Facchini, la Corte Costituzionale «ha bocciato l’impianto dei 16 decreti attuativi».

Nel numero 191 di «Altreconomia» c’è un interessante dossier India: fra i senzatetto di Delhi e nelle zone rurali con gli articoli di Maria Tavernini e di Michela Cannovale. Impressionante il reportage di Federico Annibale fra i richiedenti asilo afgani a Sofia.

«Nel futuro della Terra del fuoco ci sono lingua e cultura indigena»: le foto e i testi di Alberto Caspani raccontano la Patagonia «mentre il Parlamento cileno va verso il riconoscimento formale del genocidio compiuto, alcune municipalità avviano progetti di ripopolamento, concedendo terra a titolo gratuito». E a Porvenir una decina di sculture ricordano i cacciatori di guanaco Selk’nam – noti anche come Ona, «i figli del vento» – qui, nella cosiddetta “fine del mondo” dove il 24 gennaio 1616 una nave olandese doppiava il capo leggendario…

Ricordate il terrorista Ansi Amri, ucciso a Sesto San Giovanni? Nella sua rubrica, intitolata «Polizia e fascismo, manca un dibattito» Lorenzo Guadagnucci racconta che in Germania i due poliziotti italiani non hanno avuto – secondo il quotidiano «Bild» – la prevista medaglia perché il governo tedesco si scandalizzò assai per i post «inneggianti al fascismo e a Mussolini»; il governo tedesco appunto… quello italiano preferisce tacere. L’ultima rubrica è, al solito, «Idee eretiche» di Roberto Mancini che segnala il seminario nazionale «Per sapere dove andare, contributi al progetto per una società decente» a Civitanova Marche il 31 marzo e 1 aprile: sembra assai interessante con i «soggetti dell’altrimenti» – cioè reti, movimenti, gruppi spontanei – alla ricerca di «un progetto di società». E giustamente Mancini commenta: «iniziative analoghe sono in cantiere in altre parti d’Italia, l’importante è che queste siano tutte tappe per creare una convergenza sentita, vera e forte, smettendo di disperdere le nostre energie».

C’è ovviamente molto altro in questo numero 191. Buone notizie? Per fortuna anche quelle sì. Arrivano da alcuni Comuni che – da Borgarello ad Artegna, da Rivalta a Scontrone e Castel di Sangro, da… no, purtroppo sono già finiti – «riconquistano i suoli» strappandoli al cemento. E arrivano da una cooperativa vicentina con la «micro-accoglienza» dei richiedenti asilo. C’è una notizia positiva – ma in ritardo e parziale – anche nella vicenda di Domènica Canchano con il riconoscimento del diritto all’informazione per giornaliste/i migranti. Piccoli passi avanti vengono raccontati nel reportage di Alessandro Leogrande da Sarajevo dove però, a 25 anni dalla guerra, le tre comunità (bosniaci, musulmani e serbi) «faticano ancora a trovare un terreno comune», una vera pacificazione. «Il pessimismo non è un granché come dono»: così la frase d’apertura – di Rebecca Solnit – del numero di marzo. Da sottoscrivere.

 

(*) Ogni mese «Altreconomia» ricorda: «C’è un modo semplice per sostenere l’informazione indipendente. Abbonatevi, rinnovate l’abbonamento o regalatene uno»; info su https://altreconomia.it/… E se invece come me avete una bottega del commercio equo sotto casa… beh compratela lì. [db]

 

danieleB
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.