La fame è un bel gioco

Per una volta partiamo dalla coda: «Quiz finale» a pag 113 (vi dirò dopo di che libro si tratta). «Semplici domande» che servirebbero a valutare se lettori-lettrici hanno ben capito le 112 pagg precedenti ma io ve le giro “al buio”. Sarebbero 8 quesiti ma io mi limito ai primi 4. Vediamo quante risposte pensate di sapere. Il criterio però non è il “giusto” ma ciò che accade in questo XXI secolo.

1 – La finanza è:

A. Un mezzo al servizio dell’economia produttiva e dell’insieme della società.

B. Il mercato dei soldi.

C. Un fine in sé, per fare soldi dai soldi nel più breve tempo possibile.

  1. Un divertente gioco di società in cui vincono tutti e i soldi si creano dal nulla per magia.

2. L’agricoltura:

A. Serve a dare un reddito dignitoso ai contadini e alle loro famiglie, e a sfamare le persone tutelando l’ambiente e la biodiversità.

B. Serve a produrre quelle cose che bisogna aggiungere ai conservanti, pesticidi e coloranti prima di venderli sui banconi dei nostri supermercati.

C. Serve a produrre cibo, il cui unico scopo è costruirci sopra derivati e altri strumenti finanziari sempre più complicati in modo da poterci guadagnare su.

D. E’ una cosa superata, qui pensiamo a far soldi, non certo a perder tempo nel mangiare.

3. Che cosa dovremmo fare?

A. Regolamentare la finanza, proibire derivati speculativi e scommesse sul cibo, tassare le transazioni finanziarie.

B. Raggiungere la sovranità alimentare per ogni popolo del pianeta.

C. Abolire le ultime regole e controlli in vigore nella finanza internazionale.

D. Giocarci fino all’ultimo euro nei mercati finanziari perché siamo più furbi di tutti.

4. Nel solo 2009 Goldman Sachs ha ottenuto più di un miliardo di dollari e Barclays 340 milioni di sterline grazie agli scambi su materie prime e cibo. Da dove vengono questi profitti?

A. L’operazione ha creato ricchezza reale. Le banche hanno guadagnato ma hanno tirato l’economia e contribuito al benessere di tutti. Che bello il mondo in cui viviamo.

B. Sono soldi creati dal nulla. Non fanno nessun danno, anzi è un gioco di prestigio molto divertente.

C. Se le banche hanno vinto è scommettendo contro qualcuno che evidentemente ha perso, probabilmente tanti piccoli risparmiatori che si sentono molto furbi e comprano Etf e Etc.

D. Le operazioni che hanno fatto aumentare i prezzi del cibo e il guadagno vengono da lì, a rimetterci sono le persone che testardamente insistono a usare il cibo per mangiare.

Se le domande e soprattutto le possibili risposte vi sconcertano, il mio suggerimento è di andare in una buona libreria o su www.altreconomialibri.it/libri e di acquistare «Il grande gioco della fame» (128 pagine per 8 euri, edito da Altreconomia) – sottotitolo: «scommetti sul cibo e divertiti con la finanza speculativa» – di Andrea Baranes che, fra l’altro, è attivo nella «Campagna per la riforma della Banca mondiale» (www.crbm.org) e autore di «Come depredare il Sud del mondo» edito appunto da Altreconomia.

Non so se conoscete «Modesta proposta» di Jonathan Swift (sì, proprio l’autore de «I viaggi di Gulliver» che in Italia gira perlopiù in edizione ridotta così che viene spesso scambiato per una favola o un libro d’avventura): questo feroce pamphlet spiega, in modo freddamente scientifico, come risolvere il problema della miseria… mangiando i bambini (irlandesi) poveri. In qualche modo Andrea Baranes espone con la stessa tranquilla ferocia come la finanza internazionale usa il cibo per far soldi: un gioco vero, con milioni di morti veri che corrispondono agli utili.

Crudele. Ma purtroppo vero. Il gioco (orribile ma efficace) è provare a essere come “loro”. Scrive Baranes: «Il ruolo più divertente da scegliere resta probabilmente quello dello speculatore […] Grazie a queste semplici linee-guida potrete trarre il massimo del divertimento dal gioco e incontrare nuovi amici che – come voi – realizzano enormi profitti e impongono prezzi insostenibili a persone che stanno morendo di fame». Divertente. Da morire.

BREVE NOTA

Questo mio post è anche su «Corriere dell’immigrazione». (db)

 

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