“Chiudi la Scuola delle Americhe”: un…

… appello a Obama

di David Lifodi

Una Università dei Diritti Umani al posto della Scuola delle Americhe: vi piace la proposta? A farla è Martín Almada, paraguayano, Premio Nobel Alternativo per la pace, torturato per trenta giorni dal regime stronista negli anni ’70 e, soprattutto, scopritore della montagna di documenti da cui è emerso il piano di sterminio degli oppositori politici in America Latina denominato Operazione Condor. Da tempo si ragiona sulla chiusura della Scuola delle Americhe, ma risale a poco più di un mese fa la richiesta rivolta al presidente Obama affinché si attivi per destinare ad altro uso uno dei luoghi che hanno segnato in maniera drammatica la storia del continente latinoamericano.

La Scuola delle Americhe, da qualche tempo mascherata sotto il più rassicurante nome di Instituto de Cooperación y Seguridad del Hemisferio Occidental (questa la sigla in spagnolo), ha istruito almeno 65mila soldati, molti dei quali responsabili delle peggiori violazioni dei diritti umani nei loro paesi. Per questo al presidente Obama è stata inviata una lettera che ne chiede l’immediata chiusura. L’iniziativa ha ricevuto un grande impulso dai movimenti nordamericani, tra i più attivi nel sottolineare come la Scuola delle Americhe sia stata creata nell’ambito della Dottrina di Sicurezza Nazionale che individuava nelle organizzazioni popolari un potenziale nemico da eliminare. La missiva non si limita solo a denunciare le responsabilità della Scuola delle Americhe durante gli anni dell’Operazione Condor, ma evidenzia che gli ultimi colpi di stato in America Latina hanno visto la partecipazione di militari addestrati all’Instituto de Cooperación y Seguridad del Hemisferio Occidental: è successo in occasione del fallito golpe del 2002 in Venezuela e nei rovesciamenti dell’ordine democratico andati a segno in Honduras (giugno 2009) e in Paraguay (solo pochi mesi fa). Fondata nel 1946 a Panama per poi essere spostata a Fort Benning, Georgia, dal 1984, la Scuola delle Americhe è letteralmente blindata, ma questo non ha mai impedito ondate di proteste di fronte alla sua sede da parte di migliaia di cittadini nordamericani, che in più di una circostanza hanno chiesto anche il ritiro di tutte le basi Usa dall’America Latina. Si tratta di un problema di non poco conto: in Colombia sono state recentemente inaugurate sette nuove basi a stelle e strisce, lo stesso è avvenuto in Cile con l’apertura del Centro de Entrenamiento para Personal de Operaciones de Paz  di Concón, un nome paradossale, ma utile per gettare fumo negli occhi e nascondere quella che si configura come una vera e propria base militare. E ancora: un’altra installazione militare, poco conosciuta, ma già attiva, si trova nel Chaco argentino. Come dire: alla richiesta di chiusura della Scuola delle Americhe gli Stati Uniti rispondono con una preoccupante disseminazione di basi militari in tutto il continente. Non è un caso che Cile e Colombia, tra i paesi maggiormente allineati a Washington insieme all’Honduras, figurino tra quelli che, nel corso degli ultimi anni, hanno inviato il maggior numero dei loro soldati alla Scuola delle Americhe. Gli ultimi dati, relativi al 2011 e forniti dalla stessa Scuola delle Americhe, segnalano che la Colombia ha inviato 512 militari, 142 il Cile, 121 il Perù e 96 l’Honduras. Seguono, in misura minore, molti altri paesi, dal Guatemala a El Salvador passando per Messico, Brasile e Paraguay. In alcuni casi i governi si sono beffati delle richieste della società civile o hanno trovato l’inganno per eludere anche la propria carta costituzionale. In Colombia, dove ben 167 militari passati dalla Scuola delle Americhe tra il 1954 e il 1998 sono implicati in gravi violazioni dei diritti umani o in episodi di corruzione, i movimenti sociali hanno chiesto al Ministero della Difesa di impegnarsi affinché il governo non inviasse più i suoi uomini ad istruirsi a questa academia de asesinos, ma la loro istanza è rimasta senza risposta. In effetti, cosa aspettarsi da un governo che, con il pretesto di combattere la guerriglia, si è mangiato progressivamente la terra dei campesinos per venderla ai signori dell’agrobusiness?  Ancora peggio ha fatto il Costarica, che include la pace tra i diritti sanciti dalla Costituzione. Il presidente Oscar Arias, durante il suo mandato (2006-2010), si era impegnato a sospendere l’invio dei militari alla Scuola delle Americhe, ma un cablogramma di Wikileaks ha rivelato che il suo ministro della Difesa, Fernando Berrocal, chiedeva il permesso allo stesso Arias: se il presidente taceva in merito al sollecito di Berrocal, quest’ultimo lo interpretava come una forma di silenzio-assenso e riteneva di poter inviare i militari a Fort Benning. Un trucco dal carattere incostituzionale e illegale. Per fortuna nel continente esistono anche paesi che hanno scelto di sospendere l’invio dei propri militari a Fort Benning. All’inizio di settembre il presidente del Nicaragua Daniel Ortega ha assicurato che non avrebbe più inviato soldati alla Scuola delle Americhe. Già nel precedente quadriennio gli uomini delle forze armate spediti in Georgia erano sensibilmente diminuiti. Il Nicaragua è stato il primo paese del Centroamerica a prendere questa decisione, un gesto significativo di fronte alla crescente militarizzazione dei paesi vicini. Il Comité de Familiares de Detenidos Desaparecidos (Cofadeh), sottolinea lo stretto legame tra i golpisti che nel 2009 rovesciarono il presidente democraticamente eletto Manuel Zelaya e i vertici della Scuola delle Americhe. Eppure Obama non ha mai preso in seria considerazione la possibilità di chiudere quello che si configura come il peggior strumento di terrore militare da parte degli Stati Uniti: tutti i latinoamericani sono stati vittima di quella scuola. Lo ha sperimentato sulla sua pelle il sacerdote gesuita Ismael Moreno, conosciuto in Honduras come Padre Melo e trai principali animatori della campagna che chiede la chiusura di Fort Benning. Il religioso ha ricevuto più volte minacce di morte dai militari addestrati proprio alla Scuola delle Americhe, che durante il colpo di stato occuparono la radio comunitaria dove stava lavorando.

Oltre al Nicaragua, anche Argentina, Bolivia, Ecuador, Venezuela e Uruguay avevano interrotto già in precedenza i rapporti con la Scuola delle Americhe e, negli stessi Stati Uniti, le prese di posizione favorevoli alla chiusura di Fort Benning sono cresciute nel corso degli anni: centinaia di attivisti hanno pagato con il carcere le loro azioni di disobbedienza civile di fronte alla escuela de criminales.

Redazione
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Un commento

  • è una vera e propria scuola di tortura, nel senso letterale del termine, e di sovversione di governi legittimamente eletti …

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